I sommozzatori della Guardia di Finanza hanno ritrovato il corpo di una donna nella parte immersa del ponte 6 della Costa Concordia. Lo comunica la struttura del Commissario delegato per l’emergenza per il naufragio. Sono in corso le operazioni per il recupero. Si tratta del diciassettesimo corpo ritrovato.
Intanto le operazioni per lo svuotamento dei serbatoi della nave, naufragata il 13 gennaio all’isola del Giglio, si sono interrotte per il mare mosso e il momento in cui il carburante delle prime sei cisterne inizierà realmente a essere aspirato, è destinato a slittare ancora.
“Potremmo cominciare domani, se il mare migliora e se riusciamo a recuperare il tempo perduto”, ha spiegato Corrado Neri, titolare dell’azienda italiana che lavora insieme all’olandese Smit. Ma, a questo punto, sembra più probabile che il combustibile delle prime cisterne sarà aspirato da lunedì. Il pontone Meloria, dedicato alle operazioni di flangiatura e di installazione delle valvole sulle cisterne, per motivi di sicurezza, si è allontanato dalla Costa Concordia.
Sul versante legale, il Codacons ha lanciato, in collaborazione con i due studi americani Napoli Bern Ripka Shkolnik LLP e Proner e Proner, un’azione collettiva a Miami, negli Usa, contro la Costa Crociere e la Carnival, per far ottenere a tutti passeggeri internazionali coinvolti “il giusto risarcimento per tutti i danni subiti” nel naufragio della Costa Concordia. Il ricorso relativo ai primi 6 passeggeri che si sono rivolti al Codacons, con cui si chiedono 460 milioni di dollari di danni, è già iscritto a ruolo davanti alla corte di Miami.
E’ possibile per tutti i passeggeri, italiani e stranieri – spiega l’associazione dei consumatori in una nota – iscriversi compilando l’apposito modulo sul sito www.codacons.it disponibile anche in inglese. Tutti coloro che si iscriveranno verranno contattati dagli avvocati del Codacond, e potranno agire in questa azione collettiva a Miami senza nessun anticipo di spese. Aderendo all’azione si potrà, sulla base di successive istruzioni, entrare anche come parti civili nel processo penale in corso a Grosseto, nel quale il Codacons è già costituito come parte offesa per chiedere i danni ai responsabili diretti come il comandante Schettino e gli altri ufficiali di bordo.
Qualche giorno fa la Costa Crociere si è detta pronta a risarcire i passeggeri che erano a bordo della nave, che non sono rimasti feriti nell’incidente e che non sono familiari delle vittime, con una somma di 11.000 euro ciascuno più il rimborso delle spese mediche e di viaggio, per un totale calcolato di circa 14.000 euro a passeggeri. L’accordo – accettato da alcune ma non tutte le associazioni dei consumatori – non include le famiglie delle vittime e le persone ricoverate in ospedale per cui si valuterà caso per caso.
“Non accetteremo le proposte ridicole della Costa per i risarcimenti”, ha infatti dichiarato Giuseppe Lanzafame, presidente del Comitato dei naufraghi siciliani della Concordia, che si è detto “indignato, sia per l’offerta di 11mila euro formulata da Costa, sia perché 16 organizzazioni che dovrebbero tutelare i consumatori e sono finanziate con i contributi dello Stato, hanno accettato una offerta del genere”.
Parole usate: biscagina, capitaneria di porto, codacons, costa, costa concordia, Francesco Schettino, schettino
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