
Grillo sta al M5S come Berlusconi sta al Pdl. Equazione su cui non si può discutere, soprattutto dopo la prima ‘epurazione‘ dal partito da parte del comico genovese. Alcuni giornali titolano addirittura “Grillo come Hitler”.
Non si può negare però, che i due nemici di sempre, Grillo e Silvio – come Harry Potter e Lord Voldemort – abbiano un legame comune che mette sempre più in evidenza questa somiglianza, che si palesa attraverso i rapporti con il partito e con le telecamere. Berlusconi non ama il contraddittorio, Grillo nemmeno. Beppe è travolgente e istrionico, vi ricorda qualcuno? Berlusconi è il padre padrone del suo partito, proprio come Beppe Grillo, che in certi casi – secondo me – risulta molto più severo del Cavaliere, a volte è capace di travestirsi da Padre Pio e perdonare tutti per la voglia di pace …e di voti .
Qualche giorno fa, il Movimento 5 Stelle era stato scosso da un post di fuoco di Grillo sul suo blog, dal titolo ” Il M5S è Morto, viva il M5S“.
Il motivo sarebbe da attribuirsi a delle chat che alcuni consiglieri di Rimini si sarebbero scambiate in merito alla leadership della coalizzione e in merito ad alcune decisioni (e dichiarazioni) riprese da Grillo nei giorni addietro. In più si sarebbe messa pure in discussione la presenza del faccione di Beppe Grillo nei singoli facsimile e soprattutto l’insofferenza nei confronti di GianRoberto Casaleggio, responsabile della comunicazione (braccio destro) di Grillo, del quale “si chiedeva la testa”.
Quindi ha mandato via uno dei chiacchieroni clandestini, direte voi. Sbagliato.
Ha mandato via Valentino Tavolazzi, consigliere comunale a Ferrara della lista Progetto Ferrara, autore a Novembre del Democracy Day, un’assemblea che – a detta di Grillo – era più simile ad un congresso di partito.
Valentino Tavolazzi è consigliere a Ferrara per la lista civica “Progetto per Ferrara” appoggiata a suo tempo da me. Si candidò prima della nascita del M5S (*). Non ha purtroppo capito lo spirito del M5S che è quello di svolgere esclusivamente il proprio mandato amministrativo e di rispondere del proprio operato e del programma ai cittadini. Non certamente quello di organizzare o sostenere fantomatici incontri nazionali in cui si discute dell’organizzazione del M5S, della presenza del mio nome nel simbolo, del candidato leader del M5S o se il massimo di due mandati vale se uno dei due è interrotto. Sarà sicuramente in buona fede, ma Tavolazzi sta facendo più danni al M5S dei partiti o dei giornali messi insieme. A mio avviso ha frainteso lo spirito del M5S, ha violato il “Non Statuto” e messo in seria difficoltà l’operato sul campo di migliaia di persone in tutta Italia. Per questo, anche di fronte ai suoi commenti in cui ribadisce la bontà di iniziative che nulla hanno a che fare con il M5S, è per me da oggi fuori dal M5S con la sua lista “Progetto per Ferrara”. Chi vuole lo segua. Beppe Grillo. Dopo la costituzione del M5S non è più permesso associarsi ad altre liste.
L’innocente risposta di Tavolazzi a Linkiesta è stata: “Avevo organizzato il Democracy Day qui a Ferrara, è vero, a fine novembre. E gli ho spiegato come, secondo me, queste occasioni siano molto valide. E come non ci sia niente di separatista dietro, nessun complotto… Solo una richiesta di maggiore chiarezza sul funzionamento della democrazia interna.”
Apparentemente irascibile e impulsivo, Beppe in questa occasione, ha dimostrato ancora una volta di essere il capo – oltre che il leader del suo movimento – e di avere intuito strategicamente cosa stesse accadendo all’interno di una coalizione che oggi -nei sondaggi – tocca il 4,5%.
Se continua così, aveva detto “scordiamoci le politiche”. Frase che rimbomba ancora dentro la testa di coloro i quali “c’hanno messo il cuore, la faccia e , spesso, il culo” come hanno scritto i clandestini di Rimini.
Se in Emilia Romagna ancora qualcuno è scosso per il ‘puniscine uno per educarne cento‘ di Grillo, cosa si pensa nelle periferie d’Italia dopo l’epurazione di Tavolazzi?
I Grillini, vorrebbero trasformare il movimento, diventando una coalizione ben articolata, o sono con il loro leader?
Lo abbiamo chiesto ad Alessandro Zappulla del M5S di catania, che ci ha rilasciato un’intervista che suona come una poetica dichiarazione d’amore:
“Il movimento di Beppe Grillo nasce per la voglia di fare cose serie, senza perdersi in inutili discussioni. Quello che è accaduto - dice Alessandro – nasce probabilmente dal fatto che qualcuno non si è accorto dei veri problemi o dal fatto che voglia fare politica cosi’ come si è sempre fatta. La questione – aggiunge il grillino – sembra di poco conto dal momento che la asserita intenzione dei grillini di Rimini di eliminare il nome di Beppe Grillo dal loro movimento, sarebbe una assurdità pari a quella di chi volesse eliminare da una medaglia una delle sue due facce, o da un foglio di carta uno dei suoi due versi…”
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