
Passano le ore ma dalla Farnesina non arrivano conferme sulla liberazione di Rossella Urru annunciata dalla tv araba Al Jazeera questa mattina intorno a mezzogiorno e mezzo. «Se fosse vero lo sapremmo» ha commentato Margherita Boniver.
Anche la famiglia conferma di non avere nessuna notizia ufficiale. L’inviato speciale del Ministero degli Esteri per le emergenze umanitarie, tornata ieri sera proprio da una missione in Mauritania, ha spiegato che c’è stata probabilmente una fuga di notizie e finché non verrà confermata va considerata come non vera.
Intanto iniziano ad emergere i primi dettagli. Secondo i media della Mauritania la cooperante italiana sarebbe stata liberata insieme a un gendarme mauritano, Ely Ould Moctar, rapito a gennaio nella zona di Adel Bagrou, in cambio della liberazione di Abderrahmane Ould Meddou, un “salafita” arrestato per il sequestro dei coniugi italiani, Sergio Cicala e la moglie Philonene Kabouree nel dicembre 2009. Nessuna notizia invece dei due cooperanti spagnoli sequestrati con la Urru.
L’ultima indiscrezione in ordine di tempo riguarda il pagamento di un riscatto. Secondo quanto appreso da France Presse da una fonte vicina ai mediatori coinvolti nella vicenda, il Movimento Unito per il Jihad nell’Africa Occidentale avrebbe chiesto 30 milioni di euro per il rilascio della Urru e dei due colleghi spagnoli rapiti con lei lo scorso ottobre.
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