
Dice di aver peccato d’ingenuità DSK, ma non credeva possibile che i suoi avversari alle presidenziali francesi si spingessero così in fondo per distruggerlo politicamente. A New York, l’anno scorso, l’ex direttore del FMI fu arrestato per violenza sessuale nei confronti di una cameriera dell’albergo Sofitel dove alloggiava. Il francese dice che ad architettare il complotto fu lo staff di Nicolas Sarkozy per farlo recedere dalla corsa all’Eliseo in un momento in cui tutti i sondaggi lo davano favoritissimo.
Si dice ingenuo, e forse lo è stato sul serio: «Forse sono stato politicamente ingenuo, ma non pensavo si sarebbero spinti così lontano, non pensavo avrebbero trovato qualcosa che mi potesse fermare – ha dichiarato Dsk, come lo chiamano in Francia, in un’intervista esclusiva al Guardian - Volevo ufficializzare la mia candidatura il 15 giugno, sarei stato il prescelto del partito socialista, non avevo dubbi». DSK è convintissimo di essere stato vittima di un complotto orchestrato dall’entourage del presidente uscente Sarkozy: «c’è la mano di persone con un’agenda politica».
Strauss-Kahn parla per due ore con Edward Jay Epstein del Guardian, lo stesso giornalista che un anno fa aveva ottenuto l’esclusiva per i video della sorveglianza del Sofitel. Molti i dubbi sulla vicenda, come dice lo stesso politico, a cominciare dalla possibilità che Diallo (la cameriera, ndr) fosse entrata nella camera per incastrarlo - «non aveva neppure il carrello per le pulizie» afferma DSK. Di una cosa è assolutamente certo: i suoi avversari lo spiavano da mesi, le sue mail e i suoi telefoni erano sotto controllo da tempo. Il dato sarebbe confermato, dice a Epstein, da una lettera scritta alla moglie, Anne Sinclair, incastrata nella fotocopiatrice dell’UMP, il partito di Sarkozy.
DSK dice che forse i suoi avversari non hanno organizzato l’incontro con la cameriera, ma hanno sicuramente avuto un ruolo fondamentale intercettando le sue telefonate e assicurandosi che la donna andasse alla polizia per denunciare lo stupro trasformando l’accaduto in uno scandalo pubblico di dimensioni internazionali. «Quello che è successo è stato più di una serie di semplici coincidenze» conclude Strauss-Kahn.
L’intervista di DSK ha fatto immediatamente il giro del mondo. Gli analisti non credono alla storia del complotto, e nemmeno i suoi colleghi socialisti. Lo stesso candidato all’Eliseo, Francois Hollande, ha preso le distanze dall’ex direttore del Fondo Internazionale dichiarando che «DSK non ha più un ruolo nella vita politica e non ha più senso che ritorni».
Il 6 maggio, domenica prossima, ci sarà il ballottaggio per l’Eliseo tra il socialista Hollande e il presidente uscente Sarkozy. Il primo turno è stato vinto da Hollande, e i sondaggi per il secondo turno lo danno in netto vantaggio su Sarkò.
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