Caso Lusi, paghetta da 5500€ per Enzo Bianco

By on 17 maggio 2012
Enzo Bianco - Margherita

Ciò che Lusi aveva preannunciato, sta puntualmente accadendo: “se parlo io, cadono tutti”. Nel mirino dei giornali, ancor prima dei magistrati, ci sono Matteo Renzi, sindaco di Firenze, ed Enzo Bianco, ex sindaco di Catania

Secondo i racconti di Lusi (e secondo i rendiconti della Margherita) al presidente dell’assemblea federale del partito, veniva versata una “paghetta” mensile, inizialmente pari a 3000€, aumentata poi a 5500€ per le spese comuni.

Secondo il Fatto Quotidiano e Libero, approfondendo il caso sul politico di Aidone, si scopre che buona parte dei fondi venivano addirittura destinati ad una società a lui vicina, la M&S Congress di Mario e Patrizia Minnelli, sua segretaria storica (e cofondatrice insieme a lui dell’associazione Liberal), a cui la Margherita avrebbe versato 47.286 euro nel 2009, 151.005 nel 2010 126.359,24 nel 2011:

“secondo questo rendiconto la Margherita negli ultimi tre anni ha versato all’attività politica di Bianco una cifra vicina ai 600mila euro. Vale a dire: 186.639 euro nel 2009, 212.559,66 nel 2010 e 226.780,92 nel 2011. Nel 2009 i Dl pagano infatti al presidente dell’assemblea federale le spese telefoniche (sue e della sua segreteria), per la cifra annua di 7.478 euro, 47.969 euro per i suoi collaboratori a progetto, 7.501 di contributo Inpgi, 9.875 per lo stipendio di un altro dipendente, 10.680 euro per la pubblicità su Europa, 1.200 per un’iniziativa editoriale con l’Unità e il Riformista, 2.933 per l’acquisto dei giornali, e altri 41 mila euro per rimborsi spese per comunicazione e propaganda (oltre a quelli della M&S, si deduce).
Nel 2010 e nel 2011, poi, tra le altre voci, compare un “rimborso spese” senza voci specifiche. E sono cifre importanti: 48.972,05 euro nel 2010 e 66.238 euro nel 2011. Cosa sono quei soldi? Il sospetto – che arriva dalle trincee di questa guerra – è che siano uno stipendio mascherato che il partito forniva al proprio presidente (cifra peraltro non denunciata poichè Bianco dichiara per il 2010 la sola indennità di Palazzo Madama)”.

La cosa si mette male anche per il sindaco di Firenze Matteo Renzi, che minaccia di querelare Lusi. Secondo l’ex tesoriere, infatti, Renzi avrebbe chiesto al partito una cifra vicina ai 120.000€, somma poi versata per il 60% a causa dell’intromissione di Rutelli nella faccenda.
Anche Rutelli trema sotto le accuse di Lusi, secondo quanto riportato dall’udienza di Palazzo Madama, Rutelli avrebbe attinto abbondantemente dalle casse del partito, specie in periodo elettorale.
Alla luce della prassi sui rimborsi scoperta con il caso Lega, si evidenzia che quella non è l’unica circostanza attraverso la quale i politici pagano le loro spese private con soldi pubblici, anche nella Margherita – dice Lusi – molti dirigenti passati all’Api venivano rimborsati da spese di taxi ecc. con i soldi provenienti dalle casse del partito.
Insieme a Lusi, oggi sono indagati anche i suoi commercialisti, ma lui si difende: “facevo semplicemente ciò che mi veniva detto. Agivo su mandato dei dirigenti e tutelando le varie componenti”. Poi lascia un messaggio da vecchio coinquilino a Rutelli: “Quando ho lasciato, in cassa c’erano 20 milioni di euro”. L’ultimo chiuda la porta.

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