
I carabinieri di Partinico hanno arrestato sette persone perché sospettate di aver utilizzato del cemento depotenziato per la costruzione del porto di Balestrate. I reati ipotizzati sono: frode in pubbliche forniture, truffa, falso materiale e ideologico. L’indagine è coordinata dall’Antimafia di Palermo, invece i provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari di Palermo. Le ordinanze sono state emesse per persone residenti tra Palermo, Enna e Roma. Coinvolti, anche i tecnici impegnati nei lavori per il porto che avrebbero permesso l’uso di calcestruzzo non ha i livelli di resistenza alla compressione fissati dalla legge sulle costruzioni, difforme, quindi, da quanto stabilito e indicato nei regolamenti di appalto e nel progetto. In manette, anche un funzionario, del Genio civile di Palermo.
L’attività investigativa si collega ad un’altra indagine “Benny” scattata tre anni fa, che portò all’arresto di Benedetto Valenza, imparentato con esponenti del clan di Borgetto e precedentemente indagato per mafia e poi prosciolto, e di quattro imprenditori ritenuti suoi prestanome e operanti nel settore della produzione e trasporto di calcestruzzo.
Il progetto per la costruzione del Porto di Balestrate iniziò 50 anni fa, attualmente è in costruzione, non è stato messo sotto sequestro perché non sono stati riscontrati rischi di cedimento, fino ad oggi l’opera ha avuto un costo complessivo di 30 milioni di euro.