Il governo potrebbe cadere sugli esodati

By on 20 giugno 2012
elsa_fornero

Oggi in aula centro-destra e centro-sinistra hanno fatto comunella contro la riforma del lavoro del ministro Fornero. Se il governo chiede la fiducia, Pd e Pdl non la voteranno facendo cadere il governo. Lo striscione della Lega contro Fornero

E alla fine arrivò il fatidico giorno della rottura. Oggi in aula, mentre il governo, per voce del Ministro Fornero, presentava la riforma sul lavoro con i numeri degli esodati investiti dalla bufera mediatica e politica degli ultimi giorni, i due principali partiti di maggioranza – Pd e Pdl – hanno minacciato di non votare un’eventuale fiducia se l’esecutivo non cambia decisamente rotta.

Il Partito Democratico e il Popolo della libertà lo avevano già detto giorni fa, ora le cose sono molto più serie perché il governo vorrebbe far approvare il ddl lavoro prima del Consiglio Europeo del 28 giugno. La strada, per il momento, è assolutamente irta di ostacoli principalmente su esodati, flessibilità in entrata e ammortizzatori sociali. Pertanto, se dovesse continuare il tira e molla tra Monti e maggioranza, l’intesa potrebbe saltare.

L’esecutivo ha fretta di chiudere a breve, ma i gruppi parlamentari che lo sostengono si riuniranno anche stasera per decidere le mosse da attuare. A poco sono servite le promesse di Fornero che ai 65mila esodati già “salvaguardati” dal decreto, ne aggiungerà altri 55mila: la maggioranza, stavolta, vuole fatti più che promesse. I partiti vogliono che il governo prenda impegni concreti prima di staccare l’assegno in bianco. E l’assegno verrà firmato solo davanti a provvedimenti immediati: oltre a quello dei lavoratori che si trovano senza requisiti per andare in pensione, si dovranno risolvere i nodi della flessibilità in entrata e degli ammortizzatori sociali. Senza questi impegni concreti, il governo rischia di fallire.

Entro stasera il governo dovrà dare una risposta, perché a rischio c’è l’intesa raggiunta ieri nella riunione dei capigruppo di maggioranza con il ministro del Lavoro e il via libera alla riforma del lavoro prima del Consiglio Ue del 28 giugno.

Paradossali, a dimostrare un’intesa mai raggiunta prima, sono stati gli applausi del Pd all’indirizzo di Giuliano Cazzola del Pdl, lo stesso poi hanno fatto dai banchi del partito di via dell’Umiltà nei confronti di Cesare Damiano. Il Pdl insiste sul fatto che per l’ampliamento della platea dei lavoratori esodati e le modifiche richieste da Pdl e Pd al ddl lavoro su flessibilità in entrata e sgravi alle imprese «potrebbe essere utilizzato il decreto sviluppo che è un vettore qualificato». Il Pd non fa questioni di «strumenti tecnici, il modo si trova – dice Damiano – l’importante è la disponibilità del governo ad ascoltare, così come noi stamo ascoltando le sue richieste». «Siamo più disposti a farci convincere dai fatti. In queste ore stiamo chiedendo dei fatti», aggiunge il segretario del Pd Pier Luigi Bersani commentando con i cronisti le parole della Fornero.

Le contestazioni al governo non sono arrivate solo da Pd e Pdl, ma anche dalla Lega. Mentre il ministro del Welfare riferiva alla Camera, la Lega l’ha contestata con uno striscione con su scritto “Esodiamo la Fornero“. Poi i deputati hanno abbandonato l’Aula in segno di protesta. «Non intendiamo più ascoltare futili scuse da un ministro che non solo ha causato il problema degli esodati, ma lo ha colpevolmente minimizzato prevedendo forme successive di tutela solo per una piccolissima parte di essi», ha infine spiegato il capogruppo del Carroccio alla Camera Giampaolo Dozzo.

About Giacomo Lagona

Si occupa di comunicazione politica sul web. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. @giacomo_lagona - www.thereport.it - g.lagona(at)lthereport.it