
Tra il 19 e il 20 maggio scorso una scossa sismica di magnitudo 5.9 della scala Richter segnò l’inizio di una serie di eventi di grave entità che hanno colpito, e continuano a farsi sentire, in gran parte dell’Emilia Romagna.
Inevitabilmente i primi pensieri sono stati rivolti alle vittime e ai superstiti delle zone terremotate, alle gravi conseguenze che gli eventi sismici hanno arrecato alle strutture edilizie, al patrimonio artistico e culturale, alle inefficienze e alle scarse dimostrazioni pratiche di solidarietà da parte del Governo, ma a seguire… l’incubo che i più importanti esponenti del panorama musicale italiano potessero avere la brillante idea di realizzare l’ennesimo concerto con annesso singolo della disgrazia. Una remota possibilità che purtroppo non è stata scongiurata: il 25 giugno allo Stadio dell’Ara di Bologna “EMILIA – LIVE” vedrà sul palco Francesco Guccini, Laura Pausini, Nek, Samuele Bersani, Modena City Rumblers, Luca Carboni, Cesare Cremonini, Irene Fornaciari e molto probabilmente anche Ligabue, Vasco Rossi, Zucchero e Gianni Morandi.
È l’ennesima caduta di stile che palesa la troppo poca intelligenza e l’aberrante ignoranza del popolo italiano e degli artisti che si sono messi in gioco, ma soprattutto dimostra la mancanza di rispetto nei confronti della Musica e della produzione musicale di valore: l’ennesimo affronto nei riguardi delle regioni italiane in cui ancora non si è visto un centesimo dei proventi ricavati dai concerti e dai singoli (terribili! – concedetemelo!) realizzati e prodotti in loro sostegno e supporto. E questo perché? Semplice. La burocrazia non è repentina nelle azioni come il nostro buon cuore e le nostre “inutili”, e forse anche bigotte, buone azioni. Diventano inutili dal momento in cui le intenzioni si limitano nel versamento di un contributo su un c/c postale, tramite un sms, o partecipando a un concerto il cui ricavato dei biglietti non si sa che fine faccia realmente. Il concerto realizzato lo stesso giorno in cui sono iniziate le scosse sismiche romagnole, il 19 maggio scorso a L’Aquila dagli Afterhours e da Il Teatro degli Orrori per far rumore sulla fine che hanno fatto i proventi del singolo “Domani”, è passato inosservato dai media quando invece doveva sollecitare gli animi alla riflessione.
La verità è che gli italiani sono stati abituati male: non appena c’è un cataclisma di incommensurabile entità credono davvero di potersi sentire apposto con la propria coscienza mettendo mano al portafoglio ed elargendo finta generosità. I cantanti invece sono patetici, limitandoci nei complimenti e nei commenti. Sembra che stiano tutti sull’attenti per approfittare delle sciagure per farsi avanti e mettersi in prima linea per le vittime di chissà quale catastrofe, quando all’atto pratico di catastrofico ci sono solo i loro risultati. Non sarebbe più semplice devolvere una quota dalla vendita dei loro ultimi album e dei biglietti dei loro concerti? Pensate quanti vantaggi se ne trarrebbero (e forse ne trarremmo tutti quanti!): farebbero felici le loro produzioni discografiche, contribuirebbero nella diminuzione dell’alto tasso di pirateria incrementando le vendite e le esibizioni live, la FIMI avrebbe delle classifiche più veritiere, ma soprattutto gli utenti dall’orecchio educato alla buona musica non verrebbero bombardati da brani obsoleti che inevitabilmente avrebbero la meglio sui passaggi in rotazione radiofonica e televisiva.
È difficile riuscire a liberarsi da questo falso buonismo e da questa commiserazione che non porta assolutamente a nulla se non ad aumentare il disprezzo nei confronti di chi si auto convince che sia tutto limpido, vero e trasparente. La crudeltà del cinismo esula dal bigottismo e dal finto perbenismo a cui la società è avvezza per ovvie conseguenze. Volete andare al concerto per l’Emilia Romagna? Fatelo. Ma non perché volete dare il vostro contributo ai terremotati: quei soldi chissà se e quando li vedranno.
Siate onesti con voi stessi ed emergerà il vero motivo per cui vi ritroverete ad assistere all’ennesimo squallido evento di tendenza musicale italiana, la “tendenza della disgrazia”.
Tag 25 giugno 2012, bologna, Cesare Cremonini, concerto, emilia live, Francesco Guccini, Gianni Morandi, Irene Fornaciari, Laura Pausini, Ligabue, Luca Carboni, Modena City Rumblers, musica, Nek, samuele bersani, stadio dall'ara, vasco rossi, Zucchero
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