
Muoia Sansone con tutti i filistei. Ha iniziato a parlare l’ex tesoriere della Margherita accusato di appropriazione indebita per una cifra che oscilla tra i 25 ed i 28 milioni di euro. Ha confessato le proprie ruberie e poi ha ricostruito “il sistema di finanziamento ai politici della Margherita“. Ha elencato nomi e circostanze, ma soprattutto ha consegnato le mail che ha scambiato con Francesco Rutelli nell’ambito di quel “patto di spartizione stretto nel 2007 al momento dello scioglimento del partito al quale partecipò anche il presidente dell’assemblea Enzo Bianco“.
L’obiettivo era chiaro fin dal principio. Evitare che i soldi provenienti dai rimborsi elettorali finissero nelle casse del Pd dopo lo scioglimento della Margherita. Ed in quel periodo infatti, nel 2007, che Lusi avrebbe sottratto i soldi dalle casse del partito:”effettuai gli investimenti immobiliari per conto della corrente rutelliana. I soldi destinati a me li ho effettivamente usati per i viaggi e per altre spese personali, compreso il trasferimento all’estero. Ma gli immobili sono tracciabili, sapevo che sarebbero dovuti rientrare nella disponibilità del partito. Io li ho acquistati in veste di fiduciario”.
Alla base dell’appropriazione quindi, secondo Lusi, ci sarebbe stato il “Patto di spartizione” concordato con Rutelli e Bianco, mentre la sua sarebbe stata la tipica figura del “prestanome”. Un classico del sistema mafioso.
Nell’interrogatorio di ieri poi Lusi torna a parlare dei soldi che avrebbe dato a Enzo Bianco come stipendio mensile, ed aggiunge dettagli anche sul finanziamento in favore del sindaco di Firenze Matteo Renzi. Una delle email scambiate con Rutelli sarebbe riferita proprio a questa circostanza.
Contemporaneamente arrivano le secche smentite sia di Renzi che di Rutelli:”Se è vero che ha detto di aver concordato con la corrente rutelliana le operazioni di ladrocinio a beneficio personale e dei suoi familiari, significa che Lusi vuol fare la fine di Igor Marini”.
Gli interrogatori proseguiranno nei prossimi giorni, ma l’impressione ormai è che la bolla è scoppiata.
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