
«Finché sarò in vita non ci sarà alcuna condivisione del debito» ribadisce l’imperatrice d’Europa a poche ore del vertice UE di giovedì. Il diktat imposto da Angela Merkel fa sprofondare i Paesi membri che soffrono la crisi: l’ha fatto tempo fa con l’Irlanda e la Grecia, lo sta facendo ora con la Spagna, e potrebbe farlo in futuro anche con l’Italia. La cancelliera alza ancora una volta il muro del rigore facendo soffrire l’Euro e bocciando il piano presentato dal presidente del consiglio Ue.
La sposa cadavere, se fosse un film. L’ennesimo nein della Merkel – con il rigore costi quel che costi a scapito della crescita – mette al palo il Vecchio Continente e fa tremare l’Eurotower nei vani tentativi di conciliazione tra gli Stati membri. Le basta una solo parola, no eurobond, per far cadere il castello delle proposte sfociate in queste ore a due giorni dal vertice UE: «Finché sarò in vita non ci sarà alcuna condivisione del debito». A riportare le parole della cancelliera è l’agenzia tedesca Dapd durante un incontro con i parlamentari del Fdp. Angela Merkel avrebbe inoltre espresso insoddisfazione al piano di riforma dell’Unione Europea presentato oggi dal presidente del Consiglio comunitario Herman van Rompuy: il documento, infatti, porterebbe ad una condivisione delle responsabilità sui debiti troppo rapida, secondo il teutonico programma della cancelliera.
In pratica la Merkel non percepisce un buon equilibrio tra la necessità di un’azione comune, e la questione delle responsabilità sulla condivisione del debito. Ma la cancelliera ha tuttavia riconosciuto che il documento presentato pone le giuste questioni anche se, e lo ribadisce prendendo la Germania come esempio, nemmeno nello stato federale tedesco è prevista una tale condivisione delle responsabilità sui debiti. Prendiamolo come un complimento, almeno fino al prossimo rimbrotto dell’Imperatrice d’Europa.