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Olanda, fa discutere la nuova legge sui coffee shop

La nuova legge entrata in vigore il primo maggio scorso in 3 province del sud dell’Olanda, che vieta la vendita di marjuana agli stranieri, porterà quasi sicuramente ad una forte diminuzione del turismo nei Paesi Bassi

Da vari decenni l’Olanda è stato un luogo di libertà e di tolleranza e di conseguenza è divenuta una destinazione per molti viaggiatori desiderosi di esercitare i propri diritti liberamente. Le nuove norme, però, volute dal governo del primo ministro Rutte, tendono a trasformare i coffee shop in una specie di club per soci. La legge introduce infatti la “carta della cannabis”, una tessera rilasciata solo ai residenti nei Paesi Bassi, che consente l’acquisto di oppiacei presso i coffee shop stessi.

L’estensione della legge avverrà su tutto il territorio olandese entro l’inizio del 2013 e quindi comprenderà anche la città di  Amsterdam, che con i suoi 217 coffee shop sarà tra quelle più colpite: secondo alcune statistiche circa il 23% dei turisti che visitano la città dei canali passa per un coffee shop. Il sindaco Eberhard van der Laan ha cercato e sta cercando di ottenere un compromesso, senza però nessun esito.

Contro la nuova legge si sono schierati anche 19 proprietari di vari coffee shop, che hanno presentato ricorso al tribunale distrettuale de L’Aia impugnando la legge e sostenendo che sia discriminatoria, ma il tribunale ha respinto il ricorso. Ora presenteranno il ricorso anche alla Corte Europea dei Diritti Umani.

In questa situazione, molti consumatori non residenti hanno già iniziato a prendere in considerazione opzioni alternative, fra le quali quelle offerte da Internet, dove continuerà ad essere possibile l’acquisto legale di  semi di cannabis per coltivazione privata.

Il contraccolpo, per l’economia dei Paesi Bassi, potrebbe essere abbastanza pesante, perché oltre ai coffee shop gli effetti delle legge ricadrebbero indirettamente anche sui settori complementari.

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