Lacrime russe

By on 17 giugno 2012
grecia russia

Assieme agli ellenici, avanza al turno successivo (come prima classficata) la Repubblica Ceca, che a Wroclaw ha battuto 1-0 la Polonia

Attenzione, la Grecia delle sorprese è tornata! Ed il riferimento all’Europeo vinto nel 2004 contro ogni pronostico è assolutamente voluto. La squadra guidata dal portoghese Fernando Santos piega la Russia con un gol del suo intramontabile capitano, l’ex interista Georgios Karagounis, e accede ai quarti come seconda del gruppo A, mentre Dick Advocaat conclude con una cocente eliminazione la sua esperienza alla guida di Arshavin e compagni (ha già firmato per il PSV Eindhoven). Assieme agli ellenici, avanza al turno successivo (come prima classficata) la Repubblica Ceca, che a Wroclaw ha battuto 1-0 la Polonia. La Grecia passa ora il testimone… al suo popolo: domani, infatti, si terrà il secondo round delle elezioni parlamentari, decisivo per nominare il nuovo premier che dovrà gestire una crisi economica ormai drammatica. E chissà che l’impresa di Varsavia possa essere di buon auspicio.

Al fischio d’inizio, la truppa di Fernando Santos ha un solo risultato a disposizione per qualificarsi – la vittoria – a differenza degli avversari, a cui basta il pari: il tecnico conferma Sifakis in porta (il 38enne Chalkias non è al meglio), recupera al centro della difesa almeno Papastathopoulos, reduce da squalifica (l’altro titolare, Avraam Papadopoulos, ha già finito l’Europeo causa rottura del crociato), e preferisce Tzavellas a Holebas per il ruolo di terzino sinistro; Katsouranis torna a centrocampo – come nel match inaugurale con la Repubblica Ceca -, mentre Gekas parte per la prima volta titolare al centro dell’attacco. Sul fronte russo, l’unica novità rispetto alle due precedenti partite è rappresentata da Glushakov, che rimpiazza nella mediana a 3 l’infortunato Zyryanov. Sugli spalti la supremazia russa è notevole: 20.000 i tifosi a sostegno della Nazionale di Advocaat (al cospetto dei soli 3 mila – calorosissimi – ellenici), sui quali pesa però la scure dell’Uefa: in caso di nuovi disordini, entrerebbe immediatamente in vigore la condanna a 6 punti di penalizzazione nelle qualificazioni ai prossimi Europei del 2016, pena per ora sospesa con la condizionale.

L’avvio è vibrante, con la Russia che spinge subito sull’acceleratore: ma la Grecia fa muro davanti alla propria area e appena può controbatte. Tanto che il primo brivido lo corre Malafeev, con una zampata di Katsouranis sotto misura dopo un corner di Karagounis: bravo il portiere a smanacciare in corner. I ragazzi di Advocaat rispondono subito: prima (10′) Arshavin devia troppo debolmente da pochi passi un bell’invito di Dzagoev (Sifakis respinge), poi (13′) Kerzhakov sfiora il palo con una gran conclusione da posizione defilata. Passano i minuti e i russi prendono in mano la situazione, pur senza entusiasmare: a non funzionare è soprattutto l’atteggiamento della squadra ellenica, che rinuncia a pressare alto, gioca con gli esterni d’attacco troppo bassi – conseguenza: l’isolatissimo Gekas è inoffensivo là davanti – e, quando entra in possesso di palla, manovra troppo lentamente e senza convinzione. Eh sì che i greci dovrebbero vincere per forza… Invece, non sembrano crederci davvero. Il peccato maggiore, però, lo commette la Russia: adagiarsi, cioè, sui ritmi-slow avversari. E così, a parte un gran sinistro di Zhirkov da fuori, Sifakis non rischia più nulla. Non solo, il colpo di scena è addirittura dietro l’angolo. E si materializza nei minuti di recupero.

Sino a quel momento, Georgios Karagounis era stato semplicemente nullo. Pervenuto solo alla voce statistiche storiche: 120esima partita con la maglia della Grecia, eguagliato il record di Theodoros Zagorakis. Invece, al 47’, ecco che improvvisamente il capitano appare: imbeccato da… un terrificante disimpegno di testa di Ignashevich, si presenta in area e con un destro secco trafigge Malafeev. Tifosi russi gelati, ma pur sempre felici: la Russia sarebbe sempre come qualificata, e pure come prima del girone, perché a Wroclaw Repubblica Ceca e Polonia stanno pareggiando 0-0.

Advocaat toglie subito Kerzhakov per mettere Pavlyuchenko, i suoi si gettano all’assalto ma in maniera confusa e senza allargare il gioco sulle fasce: ormai la musica è tutta a favore della Grecia, squadra che ama (soprattutto) difendersi. E lo fa praticamente con tutti gli effettivi. Rischiando in diverse occasioni di arrivare anche al gol della sicurezza. Due gli episodi clamorosi: un mancato rigore (18’) non concesso a Karagounis (che rimedia anzi un’ammonizione pesantissima per simulazione – era diffidato – e si imbufalisce con l’arbitro), e un calcio di punizione (25’) splendidamente calciato dal Tzavellas, che va stamparsi contro l’incrocio dei pali. Nel frattempo, per Advocaat arriva la doccia gelata: il vantaggio della Repubblica Ceca sulla Polonia. A questo punto, cechi qualificati come primi, e greci secondi proprio in virtù della vittoria che sta maturando sulla Russia (le due squadre hanno ora gli stessi punti, 4). Vittoria che, grazie alla strenua resistenza finale, si tramuta in realtà, dopo 4 minuti di recupero e un solo grossissimo brivido, quando Dzagoev (41′) di testa metteva incredibilmente a lato da ottima posizione. Era il preludio al tripudio greco. E chissà, l’inizio di un nuovo grande sogno 8 anni dopo quella clamorosa – e strepitosa – impresa in Portogallo targata Otto Rehhagel. Anche quella era una Grecia che amava difendersi. Per poi colpire al momento giusto.

About Salvatore Angemi

Presidente dell'Associazione culturale Lavika, Direttore responsabile del Lavika Web Magazine, giornalista e conduttore su Sestarete e TV Acicastello, Direttore artistico di Radio Velvet Lavika on air. What else?