Lavika Web Magazine

Segui Lavika su Google Currents

La tua pubblicità on line su Lavika.it

Le news di ADNKronos in diretta su Lavika WebMagazine

Unisex
Seguici sui Social Network
Dì che Ti piace!
Seguici su Twitter
Scopri quanti tuoi amici seguono
Lavika Web Magazine

Leggi le ultime notizie su smartphone e tablet con Google Currents

Lavika Web Magazine su Google Currents
Follow me on Pinterest
Follow Me on Pinterest
Aggiungici alle tue cerchie di Google Plus
I CuGgini
I CuGgini
Lavika Bet
Lavika Bet

Breaking

Il Senato approva la riduzione dei parlamentari

Il Senato approva in prima seduta la riduzione del numero dei deputati. La Lega si astiene: 212 voti a favore, 11 contrari e 27 astenuti

Il primo sì arriva da Palazzo Madama che con 212 voti a favore, undici contrari e 27 astenuti approva l’articolo 1 delle riforme costituzionali il quale prevede che il numero dei deputati venga abbassato dagli attuali 630 a 508, otto dei quali eletti nella circoscrizione estero. A favore tutti i gruppi tranne il Carroccio che si astiene. E’ stata portata a 21 anni l’età minima per entrare a Montecitorio.

Favorevoli Pd, Pdl, Udc, Idv, Api e Fli. Contrari, e in netto dissenso rispetto ai rispettivi gruppi parlamentari, l’esponente radicale Donatella Poretti, l’Idv Luigi Li Gotti e il futurista Mario Baldassarri.

La norma approvata riscrive l’art. 56 della Costituzione, e aggiunge una piccola ma importante postilla: «Sono eleggibili a deputato tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i 21 anni di età». Fino ad oggi era prevista l’elezione solamente per chi avesse 25 anni compiuti il giorno delle elezioni. E inoltre: «La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall’ultimo censimento generale della popolazione per 500 (non più 618 come è oggi, ndr) e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti».

Il voto di oggi è stato contestato perché il presidente Schifani ha contingentato i tempi delle dichiarazioni di voto sui singoli emendamenti in un solo minuto al posto dei canonici cinque - anche se la decisione spetta al presidente del Senato - in modo di arrivare al voto finale nella seduta di oggi. La scelta è stata contestata soprattutto dai radicali, già contrari alla riduzione, i quali hanno denunciato la contingenza di tempo al solo scopo di fornire ai quotidiani di domani di titolare sulla diminuzione dei parlamentari. Anche il senatore della Lega Nord Roberto Castelli, pur favorevole alla riduzione, si è lamentato di questa scelta e ha commentato in maniera sarcastica: «Se dobbiamo approvare una riduzione dei parlamentari purchessia allora approviamo un emendamento e mettiamo in Parlamento direttamente i direttori dei giornali».

Il testo adesso passerà alla Camera che dovrà approvarlo definitivamente prima di entrare in vigore.

Tag ,

Social sharing

Chi è Giacomo Lagona

Si occupa di comunicazione politica sul web. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. @giacomo_lagona - www.thereport.it - g.lagona(at)lthereport.it

Visualizza gli articoli di Giacomo Lagona →

Articoli correlati