
Altro che una settimana di ferie in meno per aumentare il Pil di un punto. Secondo quanto dicono gli esperti di Federconsumatori e Adusbef, tra aumento dell’Iva, la nuova Imu, le odiate accise, le decine di addizionali in busta paga e le centinaia di bolli che servono quasi anche per respirare, la famiglia media italiana avrà un salasso a fine anno di quasi milleduecento euro, 1.157 per essere esatti.
Ciò significa che ognuno di noi dovrà fare a meno di uno stipendio – o più semplicemente di una tredicesima – per gli acquisti di fine anno e per i regali ai nostri cari. Ed anche se basta il pensiero, in qualsiasi negozio anche per quello vogliono essere pagati, e se tanto mi dà tanto quest’anno di pensieri ne faremo veramente pochini.
Federconsumatori e Adusbef ci ricordano infatti che «alla stangata della tassazione si aggiungono le ricadute indirette su prezzi e tariffe, principalmente dovute all’Imu ed ai carburanti». La rivalutazione dell’Imu per i locali commerciali, per le aziende e per gli uffici, nonché la reintroduzione dell’imposta sui casolari agricoli - sia in termini di aliquota, sia in termini catastali -, si scaricheranno inevitabilmente sulle tasche dei cittadini attraverso un aumento di prezzi e tariffe pari a 210 euro annui. Inoltre le ricadute indirette dell’aumento delle accise sui carburanti – le compagnie stanno abbassando i prezzi, ma non durerà per sempre – determineranno un incremento di circa 117 euro annui sui prezzi di beni e servizi. In questo modo l’ammontare dell’aumento della tassazione e delle sue ricadute raggiungerà quota 1.484 euro annui a famiglia.
«Per far fronte a tale situazione – affermano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – è urgente annullare categoricamente l’ulteriore aumento dell’Iva previsto da settembre, oltre che qualsiasi ipotesi di ritocco della tassazione. È indispensabile, inoltre, che il frutto della lotta all’evasione fiscale e dell’eliminazione di sprechi e inefficienze sia restituito esclusivamente alle famiglie a reddito fisso, attraverso un abbattimento della pressione fiscale».
I due presidenti di Federconsumatori e Adusbef ricordano anche le parole del ministro Passera di qualche giorno fa: «Fa bene Passera – concludono – a sostenere che l’ammontare del peso fiscale è molto elevato e non vi è spazio per ulteriori interventi sulla tassazione. Ci conforta che all’interno del governo qualcuno se ne sia finalmente reso conto».
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