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Spettacolo

Esce in anteprima a Houston il dumentario anti- Obama: «2016 Obama’s America»

Dinesh D’Souza intervista George Obama, fratello dimenticato del presidente, indagando sul perché un parente così prossimo al capo della Casa Bianca risieda in una baraccopoli in Kenya in condizioni di assoluta povertà

Sarà presentato in anteprima questa settimana a Houston, in Texas, il documentario anti- Barack realizzato dal regista conservatore Dinish D’Souza e atteso il prossimo 27 luglio nei cinema Americani. Si tratta di un progetto ambizioso, destinato a far discutere. È stato
finanziato dal produttore di Schindler’s List, Gerald Molen, e distribuito in tutto il paese.

È la prima volta che il produttore di «Jurassic Park» e «Minority Report» lasci il mondo del blockbuster  per esporsi su questioni politiche, ma da buon conservatore ha sposato la causa di D’Souza.

Questa pellicola è stata realizzata dallo stesso autore del bestseller : “The Roots of Obama’s Rage” (Le radici della rabbia di Obama) e stando a quanto dichiarato sul magazine «The Hollywood Reporter» il film è incentrato sulla presunta rabbia verso il colonialismo che Barack Obama avrebbe ereditato dal padre. Inoltre si pone come obiettivo d’indagare le ragioni per le quali il più giovane dei fratelli di uno degli uomini più potenti del pianeta viva ancora oggi in condizioni di povertà.

Stupisce e indigna, infatti, il ritratto di uno dei fratellastri del presidente: George Obama, 30 anni, ultimo degli otto figli che mr. Barack Hussein Obama Sr., padre del presidente USA ha avuto da una delle sue quattro mogli. L ‘uomo intervistato da D’Souza è il protagonista più significativo di questo film- documentario.

L’intervista palesa come uno dei parenti più prossimi di Barack Obama viva in una baraccopoli di Nairobi, in Kenya, in condizioni d’indigenza. L’uomo ha dichiarato di non aver mai ricevuto aiuti concreti dal fratello, ma di non esserne affatto dispiaciuto:

«Ha la sua famiglia. Io sono adulto e posso prendermi cura di me. Deve gestire molte altre cose. Si prende cura del mondo, quindi anche di me che faccio parte del mondo».

 

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Chi è Rossana Russo

Laureata in Scienze della Comunicazione dal luglio 2010, ritiene il cinema la forma espressiva più completa. Negli ultimi anni ha sviluppato una profonda quanto allarmante dipendenza dalla settima arte.

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