
Il Grillo parlante sbuffa sbeffeggia e sbalordisce ancora. Il comico genovese sembra risentire del caldo estivo, visto che la sua agitazione sta raggiungendo livelli molto alti. E’ un periodo che sta lanciando tuoni e lampi in ogni covo, la smania del successo sembra travolgerlo. Senza contare gli spropositi inusitati, chiaro segno del caldo che impazza e fa perdere le staffe a chi, come lui, sul palcoscenico grida e suda come i peggiori saltimbanchi. Il movimento della protesta senza testa sferza un’altra magra figura del suo leader.
Grillo attacca la legge elettorale, i finanziamenti all’editoria e il presidente del Pd Rosy Bindi. Il comico genovese avrebbe avanzato l’ipotesi di un serio “complotto” da parte dei politici per arginare il pericolo “grillo”, con delle manovre apposite per frenare l’ondata antipolitica che avrebbe infiammato l’Italia. «I partiti – fa sapere Grillo – hanno oggi solo due obiettivi. Il primo sono le alleanze. È tutto un calcolo, un brusio di cifre, indici, collegi per ottenere il massimo risultato con il minimo di voti necessario». Tutti sono al lavoro «per unire l’Udc con il Pdmenoelle e il Fli con i resti di Rutelli. Il secondo obiettivo è una nuova legge elettorale per fottere il Movimento 5 stelle».
Ma non si ferma qui l’intemperante Grillo, perché l’altro bersaglio delle sue invettive riguarda il mondo dell’editoria, dei quotidiani, “foraggiati” dallo Stato. Il Parlamento avrebbe approvato un decreto per finanziare l’editoria. Una decisione inaccettabile, fa sapere Grillo, Perché «non è vero che allo Stato mancano i soldi, dipende a chi vanno. Per i giornali i finanziamenti ci sono sempre» si legge sul blog. La Camera ha approvato il contributo di 120 milioni di euro con 454 sì, 22 no e 15 astenuti, una maggioranza dichiara Grillo «mai vista dai tempi del duce». I giornali, sostiene Grillo, «megafono dei partiti, potranno continuare a raccontare le loro balle quotidiane grazie ai contribuenti che pagano le tasse per mantenerli in vita. Senza i finanziamenti pubblici i giornalai assistiti dovranno trovarsi un vero lavoro e in Italia non si sentirebbe più (o molto meno) il puzzo della menzogna».
E tra giornali e febbre da Savonarola oggetto delle invettive di Grillo è il presidente del PD Rosy Bondi, il cui mancato voto avrebbe fatto saltare un documento a favore del matrimonio omosessuale. “Ha problemi di convivenza con il vero amore non ne ha probabilmente mai avuti. Vade retro Satana. Niente sesso, siamo pidimenoelle» chiude Grillo sferzante sul Pd. La reazione del segretario Pierluigi Bersani non si è fatta attendere: le parole di Grillo «sono il segno di un maschilismo e di una volgarità di cui pensavamo avesse dato miglior prova Berlusconi, ma evidentemente al peggio non c’è limite». Su Twitter, in 140 caratteri, a sostegno della Bindi arriva Giuliano Ferrara: «La dichiarazione da puttaniere su Rosy Bindi dimostra che Grillo ha un pisello piccolissimo».
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