
Il Premier Mario Monti è arrivato all’Eliseo intorno alle 13:00 nel primo appuntamento del tour europeo che nei prossimi giorni lo vedrà protagonista in Finlandia e Spagna. Sempre più consolidato l’asse Italia-Francia dagli ottimi rapporti con il Presidente Hollande, ma soprattutto dalla loro stessa visione di condotta dell’eurogruppo. Prima di partire Monti, ha avuto modo di commentare l’operato del suo governo nell’ultimo periodo.
Ha parole di elogio per esso, sottolineando come il suo governo tecnico stia svolgendo tutti i compiti che si era prefissato. Sulla spending review poi, ha ancora modo di dire che non rappresenta una manovra aggiuntiva, e continua: “Noi e l’Unione Europea siamo alla fine del tunnel. La chiave di volta è spingere tutti per l’applicazione senza ritardi e senza ritorni indietro delle decisioni prese dal Consiglio europeo di fine giugno”.
Non lo dice espressamente, ma fa intendere che la strada da seguire è quella delineata da Italia e Francia e dalle misure da adottare per salvare dallo spread i paesi virtuosi. Poi uno sguardo alla politica interna, e sulla scia delle parole pronunciate ieri da Napolitano critica i partiti, concentrando l’attenzione sulla legge elettorale: “Lo scenario peggiore che voglio esorcizzare sarebbe quello delle elezioni che si tengono sì a scadenza naturale ma a cui si arrivasse senza una riforma della legge elettorale e in un clima di disordinata rissa tra partiti”. “Se si arrivasse alle elezioni – continua il premier – senza la riforma della legge elettorale in un clima di rissa tra partiti, la combinazione di queste cose darebbe ai cittadini italiani la sensazione che la politica ha fatto grandi sforzi per sostenere questo governo ma non ha fatto i compiti in casa propria nel senso delle riforme da fare, ed i mercati internazionali sarebbero legittimati a nutrire scetticismo su quel che succederà dopo questo Governo”.
“Se – ha proseguito il premier – continuando nella prova di responsabilità finora data i partiti accogliendo il monito forte del capo dello Stato, facessero presto la riforma elettorale, si accingessero a mettere a fuoco i loro programmi e a rendere esplicito in che senso vogliono attenersi ad una continuazione di un linea europea, di disciplina e di riforme strutturali, o invece a divaricare rispetto a questa linea, tutto ciò sarebbe elemento utile per i mercati e per i cittadini italiani”.
A chi gli chiede se vi è una relazione tra l’aumentare dello spread e la legge elettorale Monti replica: “Una relazione c’é, ma più che con la data delle elezioni è con il clima complessivo fra oggi e la data delle elezioni”.