
Tutta la stampa in questi ultimi giorni è in completa agitazione, infatti dopo i tumulti per il mercato della Superbike (in pieno fermento), come al solito sono circolate prepotentemente nuove voci sul matrimonio Rossi-Ducati, voci che come al solito ricondurrebbero a vecchie fiamme, ovvero Honda e Yamaha: il posto libero lasciato dal team ufficiale Yamaha in tanti pensano sia riservato ad un eventuale ripensamento di Rossi (strano non ipotizzare invece una futura promozione di Dovizioso), mentre sul progetto Honda con relativa moto ufficiale è legata la voce riguardo ad un contratto con il «famoso» sponsor delle bibite, Monster Energy Drink ormai acquisito dal marchio Coca Cola.
Tutte voci alimentate ovviamente dall’indecisione di Rossi, che nonostante l’interesse di Ducati e ovviamente Audi, con relative promesse di miglioramenti tecnici e ovviamente di rivoluzionare la moto, sembra deciso di effettuare la scelta proprio a Laguna Seca, durante il GP statunitense. Proprio in quel weekend Ducati porterà svariate novità e Preziosi stesso mesi fa, aveva dichiarato che avrebbero permesso alla Ducati di essere più agile e semplice da guidare, visto le soluzioni ciclistiche più «tradizionali» scelte.
Sicuramente questa gara-test sarà importantissima, sia per il pilota che per il team: se tutto andrà per il verso giusto arriveranno tutte le sicurezze; nel caso dei soliti problemi si apriranno tutti gli orizzonti fino ad adesso farneticati. In tanti però dimenticano che Rossi in Ducati prima ancora di una operazione del reparto corse, era una operazione commerciale, la partenza di Rossi sarebbe una sconfitta economica per Borgo Panigale, perché oltre ad introiti mancati, ci sono da considerare i soldi investiti in 2 anni nella moto e la bruttissima figura fatta.
Ducati è un marchio dal chiaro richiamo sportivo e se Rossi, il pilota per eccellenza, scappasse in un’altra scuderia sarebbe anche un danno forte all’immagine della casa, soprattutto nel mondo. Se da noi in tanti screditano Rossi, non bisogna dimenticare che se stampa (estera e nazionale) e milioni di tifosi lo seguono un perché ci sarà: ci si può appendere al suo carattere estroso, alle moto “facili” che ha guidato o al fatto che sarebbe diventato un “bollito”, eppure ancora oggi attira l’attenzione di tutti, con buona pace dei «puristi». Rassegnamoci il motociclismo alla Joey Dunlop, fatto da uomini timidi, modesti e sopratutto veloci, è ormai finito da anni.