Non è un paese per giovani

By on 6 luglio 2012
Mutui

Il settimanale l’Espresso rivela un indagine condotta da Altroconsumo che mostra come le banche boicottino i giovani non rivelando l’esistenza di un fondo di garanzia governativo per i mutui

Nel giugno del 2011 l’ex ministro Meloni e molti istituti di credito avevano siglato un accordo che prevedeva un fondo di garanzia governativo che permettesse alle banche di offrire mutui al tasso dell’ 1,20% anziché al 4%.

Oggi, un articolo a firma di Francesca Sironi pubblicato sul settimanale l‘Espresso, rivela che un’inchiesta condotta da Altroconsumo mette in mostra come le banche boicottino il fondo di garanzia, per applicare i tassi del loro istituto. Solo nove agenzie sulle 71 visitate dall’associazione lo hanno proposto: tutte le altre si son limitate a proporre prestiti con tassi d’interesse due o tre volte superiori.

Secondo il protocollo, intitolato “Diamogli futuro“, il governo metteva a disposizione un fondo di garanzia di 50 milioni di euro perché le banche concedessero mutui agevolati alle coppie di precari: un tasso dell’1,20% o dell’1,50% per mutui superiori ai 20 anni.

«Dicevano sempre di non sapere nemmeno dell’esistenza del fondo, o che la loro banca non vi aveva aderito – racconta Anna Vizzari, una dei membri di Altroconsumo che ha seguito l’inchiesta – quando sappiamo non è vero: erano tutte agenzie di istituti che hanno firmato il protocollo d’intesa». Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Milano, tanto per citarne alcune (potete trovare qui la lista completa http://www.diamoglifuturo.it/fondo-casa/Soggetti%20Finanziatori).

“La banche stanno proponendo tassi insostentibili per il reddito medio – continua Anna Vizzari – oltre a richiedere ormai anche un terzo garante. Per mutui, poi, che non coprono più del 50, 60% del valore di perizia della casa: tutto questo impedisce di accedere al credito a milioni di persone che lo potrebbero sostenere”

Ma l’inchiesta di Altroconsumo ha verificato anche altro. Secondo l’ultimo regolamento Isvap (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e d’interesse collettivo), le banche non possono vendere polizze legate al mutuo di cui sono beneficiarie. Bene, su 185 agenzie visitate da Altroconsumo, il 68% ha offerto ai finti clienti dell’associazione delle polizze di incendio e scoppio: «Dicevamo di voler aprire un mutuo da 100.000 euro – racconta la Vizzari – poi chiedevamo se si potessero legare al mutuo delle polizze assicurative, e chi ne fosse il beneficiario. Ce le offrivano subito, infischiandosene del regolamento. Abbiamo denunciato tutto all’Isvap». Cigliegina sulla torta: tra le 12 città visitate non sono mancate le banche che queste polizze le offrivano a prezzi esorbitanti. Come se non bastasse già tutto il resto.

Situazioni vergognose, ancora una volta denunciate dalle associazioni dei consumatori piuttosto che dagli organi competenti. E dire, (notizia di poche ore fa) che alla fine di giugno, le banche italiane hanno ottenuto dalla Bce finanziamenti pari a 281,440 miliardi di euro.

E’ proprio il caso di dire che l’Italia, non è un paese per giovani…

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