La nuova porcata italiana: Il “Semipresidenzialismo” e la legge elettorale anti Grillo

By on 24 luglio 2012
Senato Italiano

Passa al Senato l’emendamento all’art. 9 del testo delle riforme costituzionali. Il Senato vota sì all’elezione diretta del Presidente della Repubblica. E’ caos per la legge elettorale

Il Senato ha votato si all’emendamento dell’art. 9 del testo delle riforme costituzionali dando via libera al semipresidenzialismo. Il risultato è stato ottenuto grazie al voto di PdL Lega e CN, mentre si sono astenuti i senatori di Fli e Pisanu e Saro del PdL.

La norma appena approvata modifica l’articolo 83 della Costituzione introduce il semipresidenzialismo. Nel testo, firmato dai vertici del gruppo del Pdl Gasparri e Quagliariello si prevede che il Presidente della Repubblica sia “il Capo dello Stato” che rappresenta l’unità della nazione e ne garantisce l’indipendenza. Il Capo dello Stato avrà il compito di vigilare sul rispetto della Costituzione; di assicurare il rispetto dei trattati e degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia a organizzazioni internazionali e sovranazionali. Rappresenta l’Italia in sede internazionale ed europea. Ed è eletto a suffragio universale e diretto. Gli elettori sono tutti i cittadini che hanno compiuto la maggiore età, mentre sarà eleggibile alla massima carica solo chi avrà compiuto i 40 anni.

Pd ed Idv hanno abbandonato l’aula in segno di protesta tuonando contro l’asse PdL-Lega ed accusandolo di “voler solo perdere tempo all’interno dell’aula”. Il testo così riformato infatti dovrà nuovamente passare alla camera ed essere approvato.

Critici anche gli astenuti del PdL Pisanu e Saro, che fanno sapere che nonostante siano sostanzialmente d’accordo con il semipresidenzialismo, ne criticano la modalità: “Sono favorevole al semipresidenzialismo ma ritengo che la strada seguita in questa sede sia sbaglaita. Nella migliore delle ipotesi ci dara’ una bandiera da sventolare, posto che ci sia del vento, e non una riforma. Lo stesso errore politico -continua Pisanu- e’ stato compiuto sull’emendamento sul Senato federale – ha aggiunto -. Si e’ fatto venir meno la maggioranza dei due terzi e compromesso cosi’ il cammino delle riforme al nostro esame. Non possiamo subire passivamente un esito cosi’ infelice che getta ombre di discredito”.

Nell’area del PdL non mancano i soliti trionfalismi della prima ora. In testa a tutti Gasparri e Quagliariello, firmatari dell’emendamento, ma anche Lupi ed i fedelissimi di Berlusconi, al quale l’emendamento sul  “semipresidenzialismo” sembra dedicato.

L’emendamento sa di nuova porcata italiana, anzitutto perché viola il patto di governo tra PdL Pd e Udc, inoltre poi restano ancora da sciogliere i nodi cruciali della nuova legge elettorale. Su questa infatti, nel PdL è caos completo con gli ex-An che chiedono preferenze e primarie mantenendo intatto però il Porcellum; gli ex forzisti invece vorrebbero adottare il sistema spagnolo (metà collegi uninominali e metà liste bloccate corte) e rifiutano nettamente, come il Pd, le preferenze. Ha le idee chiare l’Udc che vorrebbe un ritorno al proporzionale puro con sbarramento al 5% e senza prefernze e premi di maggioranza.

In tutto questo, la volontà comune a tutte le forze politiche è una sola: riuscire a varare una riforma che limiti l’effetto Grillo in Parlamento. In tal senso vanno lette le parole del presidente della commissione Affari Costituzionali Carlo Vizzini che dice : “Noi ci mettiamo tre giorni, volendo, ma serve la volontà politica. A oggi non c’è, ma mi auguro ci sia, altrimenti vince Grillo».

 

About Salvatore Costanzo

Nasce a Catania il 22 Maggio 1980, musicista, scrittore, freelance, entra a far parte dell'Associazione Culturale Lavika nel 2010. Direttore Editoriale e Segretario di Lavika, scrive di politica, economia e cronaca locale, ma sempre attento al tema sociale. Affascinato dalla cultura islamica e mediorientale.
  • Sergio Bonfiglio

    Altrimenti vince Grillo significa che ha ragione Grillo, non che vince le elezioni. Non era così difficile arrivarci…