
Onore al merito. Un “triplette” da record per la nazionale iberica. Le furie rosse conquistano consecutivamente europei, mondiali e di nuovo europei. Nessuno mai in passato era riuscito in questa impresa.
Una generazione di fenomeni che ha portato la Spagna calcistica sul tetto del mondo in qualsiasi competizione calcistica: Casillas, Puyol, Sergio Ramos, Piquet, Busquets, Xavi, Iniesta, Xabi Alonso, Fabregas, Torres solo per citarne qualcuno.
L’ascesa sportiva degli spagnoli non riguarda solo il calcio ma coinvolge tutti gli sport: nel basket la nazionale di Sergio Scariolo (che ha come astro Pau Gasol) vince per la seconda volta consecutiva l’oro agli Europei, due ori in fila per la Roja, anzi, tre medaglie consecutive considerando anche l’argento di Madrid del 2007, e 6 nelle ultime sette edizioni dell’Eurobasket con i secondi posti di Stoccolma 2003 e Parigi ’99 e il terzo di Istanbul 2001; un tripudio europeo che può contare anche (se non soprattutto) la vittoria del mondiale nel 2006.
Nel tennis tre spagnoli nei primi 10 al mondo, si tratta di Nicolas Almagro, David Ferrer e ovviamente Rafael Nadal, vincitore di 12 Master Series, 11 Grande Slam, 5 International Series, 8 International Series Gold, un oro olimpico nel 2008, ecc ecc…
In Formula Uno Fernando Alonso dopo i due trionfi nel 2005 e nel 2006 sta tornando in auge con la nuova Ferrari.
Nel ciclismo da anni domina la scena internazionale Alberto Contador, che nel 2007 conquista il suo primo Tuor de France, nel 2008 Giro e Vuelta, nel 2009 il secondo Tuor, nel 2010 il terzo Tuor, nel 2011 il secondo Giro e nel 2012 viene squalificato dal Tribunale Arbitrale dello Sport per due anni. La squalifica ha effetto retroattivo, partendo da agosto 2010, e scadendo quindi il 6 agosto 2012, a Contador sono quindi revocate le vittorie conseguite nel periodo incriminato, tra cui il Tour de France 2010 e il Giro d’Italia 2011.
È proprio in quegli anni che torna alla ribalta nel mondo spagnolo il nome di Eufemiano Fuentes, salito agli onori della cronaca nel 2006 dopo l’operazione antidoping Puerto; il dottore affermò al quotidiano francese Le Monde che tra i suoi clienti vi erano anche “atleti, tennisti e calciatori”. Il quotidiano parlò allora di una possibile implicazione del Barcellona, ma il club vinse nel 2008 una causa per diffamazione contro il giornale, che dovette pagare 300 mila euro.
Quattro anni dopo (era il 13 dicembre 2010) Fuentes viene scarcerato dopo un’altra operazione antidoping (operazione Galgo); a parlare non è lui ma i compagni di cella; le rivelazioni a loro lasciata sanno di bomba al vetriolo: “se io parlassi non ci sarebbero nè europei nè mondiali” di calcio.
Il dottor Fuentes era al centro di un perverso sistema di doping ematico che nel ciclismo ha portato alla squalifica, tra gli altri, di campioni come Jan Ullrich, Ivan Basso e Roberto Heras; il pentito che anni addietro fece il nome di Fuentes, il ciclista Manzano, aveva riconosciuto tra i clienti del dottore anche calciatori, tennisti e mezzo fondisti dell’atletica, una di queste Marta Dominguez fu arrestata durante l’operacion Galgo. Le dichiarazioni di Fuentes fecero tremare il mondo spagnolo, sdegnato per l’ombra gettata sulle furie rosse durante i mondiali del Sudafrica.
Da tutto ciò alcuni punti fermi si possono stabilire: da anni la Spagna è il paese più tollerante verso il doping, come dimostrano le passate resistenze delle autorità sportive a prendere provvedimenti verso ciclisti come Valverde o a chiarire la posizione di Contador sulle discusse analisi nel Tuor del 2010. Tutto ciò, unito alle parole del professor Fuentes hanno portato a sospettare dei diversi successi spagnoli ottenuti nelle varie discipline.
Sospetti che sono tornati a galla dopo la finale degli europei dominata dalla Spagna sull’Italia. Da una parte gli azzurri stanchi, stremati, con l’acqua alla gola e allo stremo delle forze; dall’altra le Furie Rosse non smettevano mai di correre tanto da potersi permettere accelerate fino al 90esimo infierendo sugli avversari. Spagna che aveva sì un giorno di riposo in più, ma aveva sulle gambe i supplementari contro il Portogallo nella quale erano andati a mille all’ora.
Sui social network e sui forum le discussioni impazzano: se da una parte si sostiene la bontà del gioco iberico, con Xavi, Iniesta e Alonso che fanno girare la palla (e si inseriscono anche loro), ne mantengono il possesso, riempiono gli spazi e si stancano di meno; dall’altra i dubbi non mancano, visto che non è assolutamente detto che chi ha il possesso palla corra di meno visto i continui inserimenti ed i ripetuti scatti.
C’è chi ricorda anche il dominio della squadre italiane negli anni novanta, con i giocatori di Juve e Inter che correvano come matti nel 1998 (così come gli attuali giocatori spagnoli), mentre l’anno successivo non correvano più come in precedenza (dopo la denuncia di Zeman). E come corrono le squadre spagnole! Nazionale a parte tutti notano la freschezza atletica con la quale i giocatori, per es. del Barcellona, escono dal campo, quasi non abbiano sostenuto la partita (eccetto Puyol che sembra da ricovero); ancora sul web “mi ricordo ancora un Deportivo Milan 4-0 del 2004 in cui Nesta all’88′ stravolto, grondante di sudore e con le gambe che ormai non lo reggevano più si aggrappò alla maglia di un attaccante spagnolo per poterlo fermare, cinque minuti dopo la ripresa si sofferma sul primo piano di un centrocampista spagnolo che aveva corso tutta la partita come un pazzo e non stava neppure sudando…”
Non solo calcio, le nubi si abbattono anche sugli altri sport: “ad esempio non avevo capito come facesse uno come Heras a prendersi a luglio trenta minuti da Armstrong al Tour de France e vincere con una facilità irrisoria la Vuelta cinque settimane dopo, o come facesse Valverde ad essere praticamente imbattibile in tutte le corse che si disputavano sull’asfalto spagnolo, salvo poi prendersi dieci minuti a tappa di montagna al Tour”. Oppure: “Indurain e Contador (così come Armstrong, ma questo è un altro discorso) non hanno MAI avuto nella loro carriera una giornata di crisi, che ne so una piccola scoppiatura, mai. Ricordo Coppi, Bartali, Gimondi, Adorni, più recentemente Moser, Saronni, Pantani tutti con le loro giornate-no tanto da compromettere Giri e Tour”
La “critica” non risparmia neanche Rafa Nadal, un ragazzino fenomenale, dotato di bicipiti dalle dimensioni mai viste e capace di rimanere in campo per ore senza apparente sforzo, come notato dai molti appassionati: “in Australia 2009 vince al quinto set semifinale e 24 ore dopo, tronca, sempre al quinto set, Federer questi “ingiustamente” fresco e riposato dall’aver giocato 48 ore prima”. In rete sono decine i siti internet che danno senza mezzi termini del dopato a Nadal senza nessuna base scientifica o prove concrete. Si vocifera addirittura, che negli spogliatoi anche alcuni colleghi dello spagnolo storcano il naso e nutrano dei dubbi. Ma sono solo voci appunto
Nel calcio italiano, però, dopo la denuncia di Zeman di doping ci fu un’inchiesta che vedeva coinvolta la Juventus con l’allora medico Agricola; il tutto si risolse con l’assoluzione (per prescrizione!). Perché in Spagna nessuno ha mosso un dito dopo le dichiarazioni del dottore? Soprattutto quando nel 2006, le indagini per l’inchiesta Puerto, rivelarono il coinvolgimento di Real Madrid e Barcellona, le due big del calcio spagnolo e europeo, che addirittura avevano dei programmi di preparazione scritti a mano dallo stesso Fuentes. Non si andò mai a fondo della situazione nonostante ci fossero degli indizi forti e univoci. Poco dopo venne fatto il nome del fuoriclasse francese ex Merengues Zinedine Zidane, ma fu subito smentito, non perché fosse falso ma perché non si continuò ad indagare.
Perché, allora, non è mai stata aperta un’indagine? Forse perchè attaccare i vertici del sistema sarebbe equivalso a penalizzare se stessi, cancellando così le proprie vittorie e i propri trionfi, preferendo quindi insabbiare invece di fare giustizia.
Lo sport spagnolo ha conosciuto una crescita straordinaria negli ultimi anni, i trionfi sono stati tanti e multidisciplinari: calcio, tennis, ciclismo, atletica, motori, etc…
Se da un lato gli spagnoli hanno lavorato bene, dall’altro ci sono delle aree nelle quali emergono perplessità. Non è mai bello puntare il dito alla leggera, senza una prova o senza una sentenza che renda ufficiale quanto si sospetti. Gli antichi, però, ci hanno insegnato: vox populi vox dei.
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