
«Se il precedente governo fosse ancora in carica, ora lo spread italiano sarebbe a 1200 o qualcosa di simile» dice il premier in un’intervista al Wall Street Journal del mese scorso ma pubblicata oggi. Immediata la precisazione da Palazzo Chigi: «Non c’è alcuna intenzione polemica nei confronti del passato esecutivo». Si tratta solo di una stima. Quella cifra – 1200 – viene «da una proiezione degli effetti della speculazione sul nostro paese se non si fossero dati segni di discontinuità con il passato». Ancora: «è noto che lo spread in sei mesi era salito dai 150 punti base di maggio ai 550 di novembre».
Ma nonostante la precisazione, l’ira nel Pdl è ai massimi livelli tanto che si è tradotta in un voto contro sulla Spending Review.
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