
C’è una chiavetta USB in giro per Parigi, o chissà magari giù più lontana, che fa sudare freddo i maigret francesi: nella piccola memoria di massa portatile sono archiviate le planimetrie di 9.000 palazzi, ma soprattutto dell’Eliseo, la residenza del presidente François Hollande, degli uffici del Ministero dell’Interno e della Prefettura di Polizia, oltre alle mappe dettagliate di una quantità di enti pubblici e privati, banche, società. Le informazioni, che potrebbero ingolosire malintenzionati d’alto livello, sono state trafugate qualche giorno fa dall’auto di un manager dell’impresa incaricata di installare una rete fibre ottiche in quegli stessi edifici, nel quadro di un ampio progetto di video protezione della capitale.
La chiavetta era, assieme ad altro software e ad altri dossier, nell’auto del dirigente in una cartellina lasciata sui sedili quando, sabato scorso, l’uomo è andato a prendere un parente in arrivo in treno, alla Gare de Lyon, nella zona sud est di Parigi. Non prevedeva di stare via molto e forse, nella fretta, si è addirittura scordato di bloccare le portiere della macchina. Al suo ritorno, qualcuno aveva già fatto piazza pulita. Raramente un furto dentro un’auto scatena tanto allarme: la seconda divisione della polizia giudiziaria di Parigi ha setacciato il quartiere è ritrovato la borsa in cui era custodita la chiavetta, che però è sparita. La notizia è trapelata 48 ore più tardi ed è stata pubblicata dal quotidiano Le Parisien, costringendo il ministero dell’Interno a diffondere un comunicato rassicurante: le planimetrie non erano criptate e non sono considerate documenti segreti. Però, chiaramente, sarebbe preferibile che non circolassero in mani sbagliate. Inserita su qualunque computer dotato di porta USB, la chiavetta sciorina infatti, stanza per stanza, la disposizione interna di alcuni dei palazzi meno accessibili del paese. E più vigilati. Gli inquirenti non si dilungano sui loro sospetti, non possono escludere che la pen drive fosse il reale obiettivo del ladro. Ma, vista la zona in cui è avvenuto il furto, sono propensi a pensare che si tratti di un topo d’auto attirato dalla borsa e ignaro del suo contenuto. Finora.