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Beppe Grillo si sente minacciato dai media

Il fondatore del M5S si sente preso di mira dai salotti di Internet e contrasta i movimenti secessionisti all’interno del suo movimento, mentre punta il dito sui media fomentatori di odio citanto Orwell.

Ancora Grillo solo contro tutti, anche contro quei media che lo hanno elevato a novello Savonarola del nuovo millennio. Così il “Capo” si sente minacciato da fuori e ora anche da dentro, perché a rivoltarsi contro il “capo-comico” non è solo il neo-linguaggio mediatico  dei giornali ma anche una parte del movimento che si è scissa. L’accusa? Una società di e-commerce, questo non sarebbe altro che il temuto M5S con il simbolo rubato alla Casaleggio Associati. Rumori intestini quindi si agitano all’interno del movimento grillino che accusa i primi mal di testa per lo strombazzare continuo del loro Capo Grillo, che come linea difensiva sceglie di parafrasare Orwell con «ogni giorno due minuti d’odio contro di noi», una frase paradossale da chi, come lui, da molti anni non ha mai lanciato una rosa d’amore per qualcuno nei suoi shows.

I miscredenti grillini hanno presentato un esposto all’Agicom perché, secondo loro, il movimento 5 stelle altro non sarebbe che una società di e-commerce (la Casaleggio Associati appunto) e dovrebbe esser ben conosciuta dal consumatore-lettore. «Contrariamente a quanto riportano oggi i giornali - ribatte Grillo – il simbolo del MoVimento 5 Stelle è registrato a mio nome e non della Casaleggio associati (basterebbe una verifica per non fare figure di merda)»

E intanto cade un nubifragio di attacchi contro il Savonarola dalle 5 Stelle. L’attacco frontale di Grillo a media e politici fa dire al Pdl, con Osvaldo Napoli, che Bersani ha sbagliato a definire Grillo un fascista perché si tratta solo di «un teppistello in cerca di notorietà. Un teppistello di quartiere che solo la cecità della politica può elevare agli onori della cronaca». Napoli dice che Grillo «chiagn’e fotte» e vorrebbe solo «tacitare i suoi avversari».

Grillo si difende dai continui attacchi portando alla memoria il clima degli anni di piombo, affermando che presto diventerà da bersaglio “metaforico” a bersaglio “reale”. «Il rito quotidiano dell’odio da parte di aizzatori di professione nei miei confronti, nei confronti degli aderenti al Movimento e dei miei collaboratori - dice Grillo – è diventato fragoroso, insopportabile, indecente. Lo scopo è quello, chiaro, di creare dei mostri da abbattere per mantenere lo status quo. Non discutono mai (i media Ndr) del merito (ad esempio del programma), insultano, fomentano con l’obiettivo di isolare, infamare, distruggere. E Dopo? Dal tiro al bersaglio metaforico si passerà a quello reale?. L’informazione sta sconfinando in molti casi in istigazione a delinquere, come avvenne negli anni di piombo». Per tutta risposta il Presidente dell’Ordine dei giornalistiEnzo Iacopino, bacchetta Grillo per un  simile paragone. «Ho memoria viva di quegli anni e delle predicazioni d’odio che facevano i cattivi maestri e quanti lutti con le loro parole hanno determinato: se Grillo vuole imboccare questa strada se ne assumerà le responsabilità morali prima che giuridiche”.

 

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Chi è Francesco Barresi

Laureato in Lettere moderne a Catania, scrive di tutto e bazzica in ogni dove purché si scriva. Ha collaborato con Step1, L'Inchiostro, ha partecipato a vari corsi e ora si trova per incroci fortuiti del destino con la redazione di Lavika.

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