
Parla per venti intensissimi minuti Michelle Obama, e si capisce subito che è il discorso che solo la donna che ha vissuto tanti anni col presidente può fare: un misto di storie personali, argomentazioni politiche, racconti dell’uomo Barack e del presidente Obama; parla della loro gioventù e del loro amore, di lotte e ideali, valori e speranze. Un discorso che ha mirato al cuore e alla mente degli elettori, un discorso pronunciato dal miglior oratore che potesse intervenire in favore del presidente: la First Lady Michelle.
Sale sul palco della Time Warner Cable Arena di Charlotte dopo un video che la ritrae come una donna forte ma dolce, carismatica e battagliera al bisogno, la donna per cui le americane si sono identificate negli ultima quattro anni. Sono le 22.50 locali (le 4.50 del mattino italiano) quando il pubblico presente se la trova sul palco: immediatamente si capisce che aspettavano solo lei. L’attesa è finita.
Michelle parla delle prime difficoltà con Barack da giovani, dei debiti, dell’università e dei primi passi in politica con i fermi ideali che li contraddistinguevano. L’immagine della First lady contrasta nettamente con quella dipinta da Mitt Romney appena la settimana scorsa. L’algida Michelle – semmai ci sia mai stata – è scomparsa dando spazio alla donna forte che accompagna Barack Obama nel mestiere più difficile del mondo: il genitore. «Barack – dice Michelle – non è cambiato dall’uomo di cui mi sono innamorata. Barack fa quello che ritiene giusto, non quello che conviene politicamente» dice ricordando il diritto alla salute, la sua battaglia più dura. Sono questioni personali, poiché il presidente «le ha vissute».
Punta poi sul lavoro, sull’istruzione e sui sacrifici degli americani; sui diritti uguali per tutti senza distinzione e soprattutto sul meme dell’intera prima giornata di convention democratica: il sogno americano. Un sogno che i repubblicani vedono incrinato dalla crisi e dall’insufficienza del presidente: «Oggi, le sfide che affrontiamo ci sembrano opprimenti, impossibili da superare. Ma non dimentichiamoci che fare l’impossibile è la storia di questo Paese. Possiamo dare a tutti la possibilità di raggiungere il grande sogno americano. Oggi, so per esperienza, e ve lo dico da ‘mom-in-chief’ (mamma in capo), che se voglio lasciare un mondo migliore alle mie figlie, ai nostri figli, se vogliamo dar loro la speranza di realizzare i propri sogni – ha concluso Michelle – dobbiamo ancora una volta stare al fianco dell’uomo che porterà avanti questo Paese: mio marito, il nostro presidente, Barack Obama».
La First lady ha fermato il tempo. Dopo il suo discorso, alla convention democratica si parlerà solo di lei: di Michelle Obama.
(AP Photo/The White House, Pete Souza)
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