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La ricetta di Fioroni per salvare la scuola

Intervistato dal quotidiano Il Messaggero l’ex ministro dell’Istruzione espone il suo punto di vista: proteggere i precari, assumere, smaltire le graduatorie.

La scuola si apre e speriamo per tutti, perché l’ondata “malevola” targata Gelmini ha scosso le cattedre di molti insegnanti tuttora precari. Il bando che vorrebbe reclutare 12.000 insegnamenti sembra aprire un varco di speranza per tutti quei docenti che da anni sono i raminghi della scuola italiana, spostandosi di continuo alla ricerca di supplenze e punteggi.

Ma come si potrebbe migliorare il mondo dell’istruzione in Italia? In un intervista al Messaggero l’ex ministro Fioroni, in carica nel governo Prodi dal 2006 al 2008, esprime le sue osservazioni al riguardo. ’La scuola ha bisogno di piu’ fatti – dice l’ex ministro -  e meno annunci. Ha bisogno di docenti che non siano mai piu’ precari, la precarieta’ e’ l’ultima cosa che serve a chi deve lavorare con i nostri figli”. Niente più precariato quindi per chi insegna ai figli dei cittadini italiani ma stabilizzazione repentina. E sul nuovo bando in uscita a Settembre ci sarebbe anche da dire, perché un simile bando – purtroppo- non è stato indetto a partire dal lontano 1999, alimentando un continuo aumento di docenti precari. ’Profumo – aggiunge – ha bandito un concorso avvalendosi della norma introdotta dal governo Prodi nel 2007 quando il Parlamento approvo’ la delega all’esecutivo per definire le modalita’ di nuovo reclutamento del personale della scuola. Purtroppo questo passo fondamentale non e’ stato compiuto ne’ da Gelmini ne’ da Profumo e siamo quindi solo all’ultimo atto della vecchia metodologia”.

Secondo Fioroni ‘‘l’attuale sistema di reclutamento che prevede graduatorie permanenti e’ precarizzante”, le graduatorie permanenti ”devono essere trasformate in graduatorie ad esaurimento, come facemmo noi nel 2006. Vanno chiuse riconoscendo agli insegnanti il diritto di accedere al tempo indeterminato, frutto di anni di sacrificio e di impegnoNel Quaderno bianco scritto con il ministro dell’Economia Padoa-Schioppa - continua l’ex ministro – noi varammo un piano triennale per 150mila assunzioni che avrebbe portato all’esaurimento delle graduatorie nel 2012-13; purtroppo il ministro Tremonti le bloccò a 75mila, i fondi per la scuola furono tagliati di 8 miliardi e ci fu una riapertura surrettizia delle graduatorie

E, conclude, oltre a chiudere le graduatorie bisognerebbe ‘‘chiudere definitivamente le graduatorie come nel 2006. Calcolare il numero reale dei precari. Stabilire la data entro la quale potranno vedere riconosciuti i loro diritti” e poi ”predisporre un nuovo regolamento per il reclutamento basato su principi che modifichino la formazione del docenteOltre alla teoria, bisogna dare valenza al tirocinio pre-laurea e al praticantato post-laurea, quindi alla scuola vissuta, perché io posso essere bravissimo nelle mie conoscenze ma non bravo a insegnare. Mettere mano a questa forma di reclutamento è ben più di un concorso.”

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Chi è Francesco Barresi

Laureato in Lettere moderne a Catania, scrive di tutto e bazzica in ogni dove purché si scriva. Ha collaborato con Step1, L'Inchiostro, ha partecipato a vari corsi e ora si trova per incroci fortuiti del destino con la redazione di Lavika.

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