Caso Ovaria, fa discutere pillola contro tendenze lesbiche

Caso Ovaria: sulla pillola omeopatica contro le tendenze lesbiche dovrà rispondere il Ministero della Salute

Al giorno d’oggi è abbastanza comune ritrovarsi ad affrontare la paura e la tensione di chi non accetta la diversità. E quando si parla di diversità, non si può certo fare a meno di parlare anche di differenze per quel che riguarda l’identità sessuale di un individuo e le sue tendenze, spesso, quando diverse dal comune, demonizzate e viste come qualcosa di assurdo o di inaccettabile.

Caso OvariaEd è proprio a questo termine, “inaccettabile”, che devono aver fatto riferimento coloro che hanno reputato per lungo tempo, e che oggi continuano a reputare, l’omosessualità come una malattia, qualcosa da cui guarire. Ed in particolare è proprio a questo che devono aver pensato coloro che hanno ideato Ovaria, la pillola omeopatica che dovrebbe – secondo proprio i suoi ideatori – aiutare a contrastare i rischi dovuti alle tendenze lesbiche: una vera e propria terapia contro le tendenze sessuali lesbiche nelle donne, che, secondo i suoi sostenitori, potrebbe rappresentare una cura contro disturbi “strani” e non convenzionali. Le notizie – a quanto pare tuttavia non certe – sostengono che la pillola omeopatica sia attualmente in vendita in diverse farmacie dell’Emilia Romagna e curerebbe, tra l’altro, anche altri disturbi come depressione, enuresi notturna e congestioni.

Che si tratti dell’ennesima bufala studiata ad hoc o di una verità scomoda, il caso Ovaria fa discutere. Perché pone l’omosessualità alla stregua di una malattia e, quindi, come qualcosa da curare o da combattere. Adesso toccherà al Ministero della Salute intervenire – ed anche al più presto – per definire la verità.

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