Criptovalute, oltre 600 progetti sono già stati abbandonati

Stando a una recente osservazione sullo stato di salute delle criptovalute, mentre alcuni progetti sembrano poter garantire un florido futuro alla propria tecnologia di base e ai propri sostenitori, altri – oltre 600 – sembrano aver sofferto a tal punto le criticità degli ultimi mesi fino a spingersi al punto di fallire, ed essere sostanzialmente elencati come “deceduti”.

Secondo i rilievi compiuti da Dead Coins – una particolare base di riferimento per questo comparto – 635 token sono stati eliminati dal mercato a causa di una serie di vari motivi. Si pensi a quei token che sono stati abbandonati dagli sviluppatori, o ancora a quei truffatori e hacker che hanno saccheggiato le risorse degli utenti, per poi – alla fine – lasciare al proprio destino il progetto, che è dunque naufragato senza più un supporto professionale. Se consideriamo il futuro dei progetti delle offerte iniziali di monete (ICO) e dei token ancora da sviluppare, statisticamente il tasso di fallimento è del 30%: una proporzione evidentemente preoccupante, che dovrebbe ispirarvi una maggiore cautela nell’avvicinamento al comparto, nella scelta degli asset su cui mettere le mani e, soprattutto, dei servizi qualificati da usare per gestire le vostre valute digitali, optando per scelte di prima qualità come quella di hodly.

Nonostante il trend attuale e lo stato bearish del mercato delle criptovalute (sia sufficiente dare uno sguardo all’andamento di Bitcoin per poterne avere una concreta dimostrazione), il numero di investitori sulle ICO non è affatto diminuito, tanto che oltre 500 progetti hanno raccolto quasi 12 miliardi di dollari nella prima parte di quest’anno, ovvero il doppio rispetto agli interi fondi reperiti dai creatori delle ICO nel corso dell’intero 2017, quando gli investitori riuscirono a reperire un totale di 5,6 miliardi di dollari.

Come sempre, il consiglio è di procedere con prudenza nei confronti delle ICO, e… se qualcosa sembra troppo bello per essere vero, probabilmente vi state avvicinando a una potenziale fregatura. In ogni caso, anche se l’ICO sembra avere tutte le credibilità che dovrebbe mostrarvi, tenete comunque conto che con gli investimenti si dovrebbe aver cura di sapere che i fondi potrebbero anche non tornare mai indietro. Inoltre, con un tasso di fallimento così alto nelle offerte di monete, il rischio di trovarsi di fronte a un progetto fraudolento o inefficace non è certo risibile.

Ricordiamo ancora che la SEC statunitense ha già stilato una serie di suggerimenti per gli utenti, finalizzati a condividere delle informazioni su come evitare di essere truffati a causa di ICO o token falsi. In tutto il mondo, sta fortunatamente crescendo la consapevolezza nei confronti di questo tema, e in attesa di poter disporre di una regolamentazione integrata e unificata, non possiamo che consigliare la massima cautela nei confronti di queste opportunità, che sebbene possano donarvi delle interessanti scelte di rendimento di breve termine, in alcuni casi costituiscono dei pericolosi sistemi dai quali sarebbe opportuno tenersi alla larga.

E voi che ne pensate? Avete mai partecipato a una ICO? Con quali esiti?

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