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Fiat: che beffa!!!

di Antonio Iacona - del 5 marzo 2010

Raggiunti gli obiettivi 2009, crescono i compensi per Marchionne e Montezemolo. Ma agli operai di Termini non restano che proteste e fiaccolate!

Sedici offerte per Termini Imerese, per salvare lo stabilimento siciliano della Fiat e i suoi lavoratori e con loro tutto l’indotto e le rispettive famiglie.

A dare la notizia, nei giorni scorsi, è stato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che ha voluto esprimere ottimismo: le offerte, infatti, ha detto il componente del Governo, «crescono di giorno in giorno» e il Consiglio dei Ministri sta pensando a un bando internazionale «per chiedere altre manifestazioni di interesse».

 

«Ci sono tante diverse intenzioni - ha spiegato Scajola - che sono state presentate: sono diventate sedici. Le stiamo valutando con attenzione, con ponderatezza e trasparenza, ma cerchiamo di fare di più». Eppure, per noi siciliani la vicenda Fiat sembra assumere sempre più i contorni della beffa. Già, perché non ci spieghiamo ancora come mai il destino più tragico, cioè la chiusura definitiva, il taglio più drastico e il licenziamento dei lavoratori, sia toccato proprio allo stabilimento di Termini Imerese.

 

Intanto, qualche giorno prima dell’ottimismo di Scajola, era stata diffusa la notizia che gli obiettivi 2009 del gruppo Fiat sono stati raggiunti e, quindi, che crescono i compensi dell'amministratore delegato, Sergio Marchionne, e del presidente Luca di Montezemolo. Marchionne passa, così, da 3,418 milioni di euro a 4,782 milioni, di cui 1,35 milioni a titolo di bonus. Il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, ha percepito, anche in virtù della carica rivestita nella Ferrari, 5,17 milioni di euro; ne percepiva 3,386. I dati sono emersi dal bilancio 2009 del Lingotto, consultato da Radiocor. La retribuzione di Marchionne, però, non comprende l'incarico del manager italo-canadese presso Chrysler, gestita da Fiat. Al vicepresidente John Elkann sono andati, invece, 631 mila euro.

 

Così, lo abbiamo scritto per snocciolare numeri e ubriacarci un po’, almeno con la fantasia. E i lavoratori siciliani? Che salgano pure sui tetti, che facciano le fiaccolate e che… si arrangino!!! Per la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, serve «una scelta di mercato»: «La nostra idea - ha spiegato - è che non si possono tenere in vita stabilimenti improduttivi, bisogna reimpiegare le persone. Quanto al bando internazionale per lo stabilimento siciliano della Fiat, di cui ha parlato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, la Marcegaglia ha detto: «Se può portare opportunità di mercato che stanno in piedi, ben venga».


Intanto, durante un incontro a Palazzo Chigi, il vice presidente della Fiat, John Elkann, ha ribadito al premier Silvio Berlusconi che «la Fiat è assolutamente disponibile a collaborare con il gruppo di lavoro del ministero per trovare una soluzione» per lo stabilimento di Termini Imerese. Infine, le due settimane di cassa integrazione hanno riguardato gli operai di tutti gli stabilimenti Fiat. Il provvedimento, che era stato annunciato dall'azienda lo scorso 26 gennaio, ha riguardato 30 mila lavoratori dei siti di Mirafiori, Termini, Sevel, Melfi, Cassino e Pomigliano. Si fermeranno fino al 5 marzo. Un provvedimento necessario, come ha spiegato l'Azienda, per adeguare i livelli produttivi alla domanda.






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