Elezioni in Egitto, i Fratelli Musulmani avanti ma i Militari si riprendono il potere

By on 18 giugno 2012
elezioni egitto

In serata la tv di Stato ha annunciato il varo della dichiarazione costituzionale da parte del consiglio, senza però precisarne il contenuto

Con la chiusura delle urne dalle quali uscirà il nome del primo presidente egiziano del post Mubarak, sale alle stelle la tensione fra forze armate e Fratelli musulmani, che già da ieri cantano vittoria. Nonostante i seggi vuoti nella seconda giornata di voto, la Fratellanza infatti già prefigura un trionfo col 70% dei voti. Ma a urne ancora aperte – e con lo scontro fra il fratello musulmano Mohamed Morsi e l’ex premier di Mubarak ed ex generale dell’aeronautica Ahmad Shafiq ancora in corso – le ultime bordate sono state sparate dopo la diffusione di indiscrezioni su un’imminente dichiarazione costituzionale complementare dei militari sui poteri del futuro presidente e sui nuovi poteri legislativi e di bilancio che il consiglio militare si sarebbe attribuito, dopo lo scioglimento deciso dalla corte costituzionale del parlamento egiziano.

In serata la tv di Stato ha annunciato il varo della dichiarazione costituzionale da parte del consiglio, senza però precisarne il contenuto. I Fratelli musulmani hanno alzato il tiro, dando alle forze armate tempo fino alla fine del mese per lasciare il potere, come avevano promesso. Ma gli ultimi convulsi sviluppi fanno intravedere un allungamento della fase di transizione, che non si concluderà con l’elezione del presidente, visto che nel frattempo è stato sciolto il parlamento e anche la validità dell’assemblea costituente è messa in discussione. A diffondere in giornata le indiscrezioni sul documento delle forze armate era stato il quotidiano al Ahram, che anticipava le modifiche alla costituzione sottoposta a referendum a marzo 2011 e e passata a gran maggioranza col sostegno massiccio della Fratellanza, all’epoca molto collaborativa con il consiglio militare. Secondo il quotidiano, in assenza di una costituzione che definisca i poteri del presidente, il cui nome sarà annunciato giovedì prossimo, le forze armate dovrebbero affidargli l’incarico di scegliere premier e ministri e di indire le elezioni, tenendosi quello di legiferare e di approvare il bilancio dello Stato in attesa di un nuovo Parlamento.

Nella dichiarazione aggiuntiva le forze armate dovrebbero anche definire i criteri per la selezione della nuova assemblea costituente, che diventerebbe la terza in successione. La prima è stata invalidata dalla magistratura perché troppo filo islamica e la seconda è stata nominata due giorni prima che il Parlamento venisse dichiarato illegittimo.

Stamattina é prevista una conferenza stampa in proposito. La prospettiva che anche l’assemblea venga congelata scatena la reazione dei Fratelli musulmani secondo i quali le forze armate stanno tentando di gestire direttamente il potere in Egitto ed hanno puntato allo scioglimento del Parlamento per non avere ostacoli. Una riunione di oltre un’ora fra il capo del Consiglio militare Hussein Tantawi e il presidente del Parlamento Saad el Katatni non è servita, scrive Masri el Yuom online, a stemperare il muro contro muro.

Voci e reazioni che danno il senso dello scontro in atto per il controllo del paese e che si riflette puntalmente nei seggi. Come quello di scuola di al Demerdash ad Abbasiya, davanti alla cattedrale copta del Cairo. Due donne copte, madre e figlia dicono che Shafiq è l’ultima speranza. “Ma se vince Morsi dovremo andare avanti lo stesso. Se qualcuno pensa di vendicarsi la situazione ci sarà un bagno di sangue”, dice la figlia che lavora come infermiera. Il giudice, donna, che presiede il seggio, racconta che la situazione in questo seggio misto fra copti e musulmani è stata tranquilla perché oggi non si sono formate le file nella quali si sono scantenate bagarre fra supporter opposti. La rappresentante di lista dei Fratelli musulmani fa capire a mezza bocca che non sta andando benissimo per Morsi. “E’ molto dura in un quartiere dove i copti sono la maggioranza e l’affluenza non è alta. Direi che siano 50 a 50″. La rappresentante di Shafiq, invece, già gongola e si dice certa che il suo candidato vincerà. “I love him” dice in un inglese un po’ approssimativo mentre mostra orgogliosamente il nome di Shafiq tatuato sul polso.

About Salvatore Angemi

Presidente dell'Associazione culturale Lavika, Direttore responsabile del Lavika Web Magazine, giornalista e conduttore su Sestarete e TV Acicastello, Direttore artistico di Radio Velvet Lavika on air. What else?