Serve un nuovo metodo per l’assegnazione del Premio Strega

By on 8 luglio 2012
premio strega

Il critico Emanuele Trevi afferma: “Lo Strega viene usato per la politica editoriale dell’anno in cui di volta in volta si svolge. Dovremmo essere noi giurati invece a proporre quelli che secondo noi sono i migliori titoli della stagione e metterli al voto”

Con «Inseparabili – il fuoco dei ricordi» questo 6 luglio è stato assegnato allo scrittore romano Alessandro Piperno uno dei premi più prestigiosi del mondo della letteratura. Il suo romanzo ha ottenuto 126 voti, distaccandosi dall’avversario dato per favorito, lo scrittore e critico letterario Emanuele Trevi, che con il suo «Qualcosa di scritto” (Ponte alle Grazie) ne ha conquistati 124. Al terzo posto sul podio troviamo Gianrico Carofiglio che con «Il silenzio dell’onda” (Rizzoli) si è ben difeso riscuotendo 119 voti.

‘Sono frastornato ed emozionantissimo – ha detto Alessandro Piperno ritirando il Premio Stregaringrazio con tutto il cuore la Mondadori che ha fatto un lavoro straordinario. Faccio un in bocca al lupo ai miei avversari: è stata una battaglia dura e leale”.

Lo scrittore, che ha spiegato di essere lavoro su ‘un romanzo di 150 pagine’ ha poi ammesso: ”Non mi aspettavo di vincere. C’è stato un certo punto in cui ero sicuro di aver perso. Ho paragonato questo momento – ha aggiunto – a quando c’è il derby, che sento in maniera particolare. Sono arrivato qui emozionato come quando entro all’Olimpico. Questa gioia è paragonabile ad uno scudetto. E’ lo scudetto della mia carriera”.

Lo scrittore romano che insegna letteratura francese all’Università di Tor Vergata, è attualmente redattore della rivista «Nuovi Argomenti» e si è sempre distinto per il suo lessico ricercato e composito. L’importante riconoscimento è arrivato per la seconda parte del dittico: Inseparabili, la cui prima parte era stata pubblicata nel 2010 con il titolo «Persecuzione».

Al Ninfeo di Villa Giulia di Roma, erano presenti quanti coloro gravitano intorno i più importanti nomi della società letteraria italiana, tra cui il regista Ettore Scola, la scrittrice Dacia Maraini, l’attore Fabrizio Gifuni accompagnato dalla moglie Sonia Bergamasco, l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, Francesco Rutelli, i giornalisti Alberto Bevilacqua, Corrado Augias e il direttore del ‘Fatto Quotidiano’, Antonio Padellaro.

Naturalmente i testi selezionati dalla Fondazione Bellonci per partecipare annualmente alla competizione letteraria devono esser stati pubblicati tra il 1° aprile dell’anno precedente ed il 31 marzo dell’anno in corso. La scelta del vincitore viene affidata ad un gruppo di 400 uomini e donne di cultura, tra cui gli ex vincitori, che in due tornate definiscono i finalisti del Premio (scegliendo fra i titoli proposti dagli stessi 400 giurati, ogni titolo deve avere almeno il supporto di 2 giurati) e successivamente il vincitore. Ha vinto un romanzo valevole di un autore d’esperienza le cui virtù non si discutono ma ciò che desta sospetto è che questo segnato da Piperno per il Gruppo Mondadori è il quarto trionfo consecutivo in dieci anni. I due gruppi: Mondadori e Rizzoli, vantano 52 vittorie su 66 edizioni dello Strega. Decisamente troppe per passare inosservate.

Dietro uno dei concorsi più ambiti e prestigiosi compare quindi lo spettro di una vera questione editoriale. Dal 2006 ad oggi lo sfoglio dei voti si è rivelato spesso appena una formalità.

Emanuele Trevi ha pubblicamente sollevato la questione: «Ci sono troppe pressioni di grupponi e gruppetti. L’ho sempre detto e lo direi anche da vincitore. Non è possibile che a scegliere i libri da votare siano gli editori. Non è questo il meccanismo giusto di un premio letterario. Ed è un discorso che vale per i grandi come per i medi e piccoli editori. Lo Strega viene usato per la politica editoriale dell’anno in cui di volta in volta si svolge. Dovremmo essere noi giurati invece a proporre quelli che secondo noi sono i migliori titoli della stagione e metterli al voto. Solo così si può uscire dall’impasse (…) La logica distributiva del Premio finora ha presentato sempre cinque editori diversi. Secondo la mia logica, invece, dalla scelta degli autori potrebbero uscire, che so, anche tre libri di Einaudi o di Mondadori o di Rizzoli ecc. e nessuno ci troverebbe niente di strano, perché la scelta non è editoriale».

Trevi ha fatto notare che esiste un grosso problema alla base del premio Strega, che consiste nel sistema di assegnazione stesso del riconoscimento. Esiste la necessità di far votare direttamente agli autori selezionati il vincitore dell’edizione lasciando il potere decisionale alle Case Editrici. Infatti, si viene ad alimentare solo un circolo vizioso, in cui a contare è il peso politico della casa editrice e non tanto il valore presunto o reale dell’autore.

About Rossana Russo

Laureata in Scienze della Comunicazione dal luglio 2010, ritiene il cinema la forma espressiva più completa. Negli ultimi anni ha sviluppato una profonda quanto allarmante dipendenza dalla settima arte.