
Dopo Gomorra e La bellezza e l’Inferno - entrambi editi Mondadori- Roberto Saviano torna con “Cocaina”, in uscita ad ottobre. Il libro non uscirà in Italia ma in America dove uno dei più grandi editori ha trattato l’esclusiva per poi rivendere i diritti sul mercato italiano e internazionale.
Le premesse sono ottime e l’obiettivo è replicare l’exploit di “Gomorra”. Lo scrittore napoletano che dal 2006, dopo l’uscita del suo primo romanzo, vive sotto programma di protezione, ha deciso di trattare uno dei temi sommersi più scottanti dei nostri giorni. Esami condotti a campione su diverse città italiane hanno messo in luce quali siano le reali dimensioni del fenomeno solo nel nostro Paese. Uno studio condotto dall‘Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, ad es., ha monitorato le acque reflue di 17 città italiane, togliendo ogni dubbio sul fatto che l’uso di droghe cosiddette pesanti, come cocaina, eroina e metanfetamina sia diminuito, mentre è in aumento quello di droghe come ecstasy e ketamina. Il consumo di questa sostanza è tutt’altro che elitario. Solo in Italia 50mila persone ne fanno un uso frequente e comunicano con gli spacciatori utilizzando linguaggi settoriali, semplici da capire ma non imputabili di fronte l’ipotesi d’incriminazione. Saviano nel suo ultimo libro cerca di dare una risposta alla domanda: ” Come è possibile che nell’era di massima velocità della comunicazione possano esistere codici incomprensibili?” Il materiale da lui raccolto durante il soggiorno a New York del dicembre scorso è stato utile a spiegare il ruolo delle banche nel riciclaggio del denaro sporco ottenuto illecitamente grazie al traffico della droga e della prostituzione.