Dall’Ue scudo anti-spread e 30 miliardi alla Spagna

By on 10 luglio 2012
Monti Eurogruppo

Nella notte accordo sullo scudo anti-spread. La Bce acquisterà i bond sul mercato secondario per stabilizzare i mercati, subito 30 miliardi alla Spagna

Si profila un’altra vittoria per Mario Monti in Europa. Dopo quella di dieci giorni fa, il premier italiano ha avuto ragione anche stavolta sullo scudo anti-spread che metterebbe al riparo l’Eurozona dagli alti e bassi dello spread.

Ci sono voluti otto ore di dibattito per arrivare alle conclusioni tanto sperate: il cosiddetto scudo anti-spread sulla ricapitalizzazione diretta delle banche in crisi attraverso le risorse del futuro Fondo salva-Stati permanente, l’Esm; e le decisioni nei confronti della Spagna, con gli aiuti per le banche per 30 miliardi di euro, ed inoltre la concessione di un anno di tempo in più per raggiungere l’obiettivo di riduzione del deficit al 3% del Pil posticipato al 2014 anziché al 2013.

I ministri delle Finanze di Eurolandia, hanno riconfermato Jean-Claude Juncker alla presidenza dell’Eurogruppo per altri due anni e mezzo, anche se di fatto il nuovo mandato finirà all’inizio del 2013, per volere dello stesso Juncker.

Alle 22,00 Monti è andato via lasciando il posto al vice Grilli: «E’ andata bene», l’unico commento rilasciato da Mario Monti. Il vice ministro dell’Economia Vittorio Grilli, rimasto fino alla fine, non ha invece rilasciato dichiarazioni quando sono finiti i lavori, alle due del mattino.

Lo scudo anti-spread. E’ stato firmato l’accordo che permetterà alla Bce di intervenire tramite i mercati secondari per attenuare la crisi dei debiti sovrani finché l’Esm non prenderà il posto dell’Efsf. Per quanto riguarda le ricapitalizzazioni bancarie, Juncker e il presidente dell’Euro working group, Thomas Wiess, hanno precisato che non sarà richiesta alcuna garanzia pubblica per i finanziamenti diretti agli istituti di credito. Comunque la decisione definitiva verrà presa in una nuova – e si spera definitiva – riunione dell’Eurogruppo il 20 luglio prossimo.

Il prestito alla Spagna. Alle banche spagnole è stato dato il via libera per la ricapitalizzazione, per il momento indiretta, attraverso l’attuale fondo temporaneo Efsf, con un primo prestito di 30 miliardi di euro e scadenza fino a 15 anni, che sarà erogato entro la fine di luglio. A ricevere i trenta miliardi è stato deciso che sarà un fondo pubblico, il Frob, il quale gestirà i fondi europei stabilendo di volta in volta chi ne ha bisogno gravando – per il momento – sul debito pubblico iberico. «La possibilità di ricapitalizzazione diretta delle banche, che sarà realizzata solo dopo la creazione del nuovo supervisore bancario unico europeo, dovrebbe potersi applicare retroattivamente agli aiuti alla Spagna che saranno versati in precedenza», dice il ministro francese delle Finanze Pierre Moscovici.

La situazione per la Spagna non è però rosea. Alle parole di Moscovici non sono seguiti i fatti: non c’è stato nessun accordo tra i ministri europei e nemmeno nelle conclusioni della riunione c’è stato alcun accenno. Discorso diverso invece per la concessione di un anno in più per rientrare nel 3% del Pil reso necessario dal «significativo peggioramento della situazione economica», ha affermato il commissario agli Affari economici e finanziari Olli Rehn. Con tutto ciò la decisione finale, anche se scontata, sarà adottata formalmente oggi dall’Ecofin. La nuova tabella di marcia prevede che il deficit scenda al 6,3% del Pil quest’anno, al 4,5% nel 2013 e al 2,8% nel 2014.

Nomine, rinvii e pressioni. Le decisioni prese dall’Eurogruppo hanno avuto degli strascichi – per così dire – burocratici. La riconferma di Juncker, fortemente voluta dalla Francia,  ha evitato l’insediamento del tedesco Wolgang Schaueble al suo posto. Ma, come sostiene il tedesco Spiegel, forse per consentire, quando i tempi saranno più maturi, una staffetta fra Schaueble-Moscovici alla guida dell’Eurogruppo. D’altro canto Juncker aveva dato la propria disponibilità solo a condizione che il governatore della Banca centrale lussemburghese, Yves Mersch, ottenesse il posto nel direttorio della Bce lasciato vacante il 31 maggio dallo spagnolo José Manuel Gonzalez Paramo. La nomina di Mersch a sua volta era ostacolata dalla Spagna che voleva un suo rappresentante, ma il Lussemburgo ha minacciato di bloccare le concessioni europee al paese iberico. Lo stallo della situazione ha peraltro impedito la nomina del tedesco Klaus Regling, direttore dell’Efsf, alla direzione esecutiva dell’Esm. Fortunatamente – con la rinuncia spagnola - tutti i tasselli sono finiti al posto giusto, e la Spagna si ritroverà gli aiuti comunitari a fine mese.

About Giacomo Lagona

Si occupa di comunicazione politica sul web. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. @giacomo_lagona - www.thereport.it - g.lagona(at)lthereport.it