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Dalla Redazione

Saviano per la liberalizzazione delle droghe leggere

In Italia come in Uruguay? Il dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere prosegue

In Italia è sempre più acceso il dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere. Un gruppo di intellettuali, tra i quali spicca Roberto Saviano, ha lanciato un appello, che presto potrebbe trasformarsi in petizione. Proprio Saviano, infatti, nella rubrica ereditata da Giorgio Bocca sul settimanale L’Espresso, sottolinea come nel nostro Paese il traffico di stupefacenti  sia appannaggio delle mafie, pertanto la loro legalizzazione consentirebbe di dare un colpo secco alla criminalità organizzata.
Le stesse ragioni di fondo hanno mosso il Governo dell’Uruguay. La piccola repubblica sudamericana, infatti, sta per varare una legge che porterà alla legalizzazione delle droghe leggere. Sarebbe la prima legge del genere in America Latina. Secondo le intenzioni del presidente Mujica, alla guida di una coalizione di sinistra, attraverso la legalizzazione della cannabis, istituendo appositi spazi (che andrebbero a sostituire parzialmente gli smartshop online) e stabilendo un dosaggio massimo mensile, si potrebbe dare una svolta nella lotta al narcotraffico.
La decisione dell’Uruguay, però, ha sollevato le proteste di altri paesi dell’America Latina, su tutti Colombia e Messico, che hanno lamentato come tale misura potrebbe avere senso solo a fini propagandistici, mentre si dovrebbe invece andare verso una decisione presa in concerto con tutti gli stati dell’America meridionale. Tuttavia la posizione messicana e colombiana sembra essere puramente utopica: i due stati sono i più dilaniati dal narcotraffico. La Colombia è praticamente nelle mani delle grandi associazioni criminali e in trent’anni la lotta alla criminalità, che gestisce non solo la droga, ma anche la prostituzione e altre forme di malaffare, si è dimostrata del tutto inefficace.
Tornando all’Italia, si può notare come il dibattito, che prima era limitato alla legalizzazione della marijuana per fini terapeutici (come già stabilito dalla Regione Toscana), si sia allargato e proponga ora una legalizzazione in toto delle droghe leggere, in un Paese che è al vertice in Europa per consumo di sostanze stupefacenti.  Bisognerebbe quindi forse considerare anche la possibiltà di andare oltre perbenismi e misure di stampo proibizionistico che, come dimostrato storicamente, non fanno altro che radicalizzare il fenomeno. Non a caso anche nel nostro Paese stanno raggiungendo una certa popolarità portali online quali Zamnesia, dove è possibile acquistare accessori (accendini, filtri, ecc.) e comprare semi di canapa.

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